mercoledì, Settembre 9, 2026

Pacchetto sicurezza, via libera del Cdm: le misure

ROMA (Adnkronos) – “Con i provvedimenti approvati”, ha detto la premier Meloni, ”rafforziamo gli strumenti per prevenire e combattere la criminalità diffusa. Rafforziamo la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città. Introduciamo pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che diventa procedibile d’ufficio e la cancellazione del paradosso di finire indagato per sequestro di persona se fermi un ladro che ti ha appena derubato in attesa delle Forze dell’ordine”. ”Il governo ha approvato, dopo una proficua discussione” con il Quirinale, “due provvedimenti dei tre che si ripromette di approvare al termine di questo percorso”, ha detto Piantedosi durante la conferenza stampa al termine del cdm, precisando che il fermo preventivo ”non è una misura liberticida”.

Via libera del Consiglio dei ministri al pacchetto sicurezza. Dalla stretta su coltelli alle nuove fattispecie di reato per rapine e danneggiamenti durante le manifestazioni, sono molteplici le misure contenute nei 33 articoli del decreto.

La bozza del decreto

La bozza interviene in modo articolato su sicurezza urbana, ordine pubblico, attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, funzionalità delle Forze di polizia, immigrazione e protezione internazionale. Il provvedimento punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto dei reati, con particolare attenzione ai fenomeni di violenza giovanile e ai disordini legati alle manifestazioni pubbliche. Lo prevede il testo che, all’articolo 1, inasprisce le sanzioni per il porto ingiustificato di armi e strumenti da taglio, prevedendo la reclusione da sei mesi a tre anni per chi porta senza giustificato motivo coltelli od oggetti con lama affilata o appuntita. La norma consente anche l’applicazione di sanzioni amministrative accessorie e introduce una responsabilità pecuniaria per i genitori in caso di violazioni commesse da minori.

Ampio spazio è dedicato alla sicurezza urbana. La bozza attribuisce ai prefetti il potere di individuare “specifiche aree del territorio caratterizzate da gravi e reiterate situazioni di illegalità o degrado”, nelle quali può essere disposto l’allontanamento di soggetti considerati pericolosi per l’ordine pubblico. Viene rafforzata la disciplina dei Daspo urbani ed esteso l’ambito di applicazione delle misure di prevenzione personali.

Sul fronte delle manifestazioni pubbliche, il decreto interviene sulle riunioni in luogo pubblico prive di preavviso, prevedendo sanzioni amministrative più elevate per promotori e organizzatori, anche quando la convocazione avvenga attraverso piattaforme digitali. In questi casi la competenza è attribuita al prefetto e le sanzioni possono arrivare fino a 10mila euro.

La bozza introduce inoltre nuove fattispecie penali. Tra queste, il reato di “rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato”, punita con pene fino a venticinque anni di reclusione, e l’ampliamento della nozione di furto con destrezza, che ricomprende espressamente la sottrazione di telefoni cellulari, documenti di identità e strumenti di pagamento elettronici. È prevista anche la possibilità di arresto in flagranza differita per i reati di danneggiamento commessi durante manifestazioni pubbliche.

Il decreto interviene anche sulla tutela legale del personale delle forze di polizia, delle forze armate e dei vigili del fuoco, estendendo le garanzie nei procedimenti avviati in presenza di cause di giustificazione. Tra le misure previste figura inoltre l’istituzione di un fondo da 50 milioni di euro per il rafforzamento della sicurezza nelle stazioni ferroviarie e nelle aree limitrofe, attraverso accordi tra Viminale, Mit e Ferrovie dello Stato.

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