PISTOIA – Cinquecento firme per Simona Laing candidata sindaca di Pistoia. Un risultato importante, che testimonia attenzione, partecipazione e voglia da parte di tante cittadine e cittadini di essere protagonisti nel disegnare il futuro della città.

Il confronto è sempre più aperto con il candidato proposto dalla sinistra e da una parte dei vertici locali del Pd, con il sostegno aperto di Marco Furfaro che pare decidere le sorti di tutte le competizioni elettorali toscane, saltando perfino il segretario regionale Fossi. Vedremo cosa deciderà l’assemblea del Partito democratico convocata per il 23 febbraio. Il desiderio, non tanto nascosto, è anche quello di mandare un segnale forte al parlamentare di Agliana e rivendicare, al tempo stesso, l’autonomia dei territori.
A commentare l’iniziativa è Michele Esposito, coordinatore dell’attività di raccolta firme:
«Il traguardo delle 500 firme in pochi giorni – commenta Michele Esposito, coordinatore dell’attività di raccolta delle firme – rispetto ad altri che hanno impiegato settimane, dimostra che a Pistoia c’è una forte richiesta di partecipazione e di cambiamento. È un segnale politico chiaro, che abbiamo voluto raccogliere con serietà e responsabilità. Allo stesso tempo, siamo consapevoli che la scelta di chi dovrà guidare la città non può esaurirsi in una raccolta firme. Serve un percorso più ampio, trasparente e condiviso, capace di mettere al centro i contenuti e il confronto tra le persone per costruire insieme, dal basso, una proposta credibile, inclusiva e capace di interpretare le esigenze del territorio. Per questo – prosegue Esposito – riteniamo che ora sia il momento di aprire una fase nuova: leggiamo quotidianamente sulla stampa di manovre a livello nazionale e regionale per chiudere la partita, ma in democrazia le partite le devono giocare i cittadini e in campo ci deve essere un confronto sui programmi, sulle priorità e sulle soluzioni concrete per Pistoia. Se per costruire questo percorso sarà necessario ricorrere allo strumento delle primarie, noi siamo pronti. Le primarie non devono essere un punto di divisione, ma un’occasione di partecipazione democratica e di rafforzamento della proposta politica. Personalmente poi, da iscritto al PD, mi assumo l’onere di consegnare idealmente ai membri dell’assemblea comunale che tra pochi giorni si riuniranno la richiesta di così tante cittadine e cittadini che vogliono poter contare e tornare protagonisti nella propria comunità. A loro dico: abbiatene cura e attenzione, nel rispetto di quelle regole statutarie che rappresentano l’architrave della nostra comunità politica».







