mercoledì, Settembre 9, 2026

Giovanni Capecchi in San Domenico con parecchie centinaia di sostenitori: ‘la soluzione sono le primarie’

di Marcello Paris

PISTOIA – Giorni decisivi, e anche concitati, in casa centro sinistra per saper se il campo largo sarà larghissimo e se Giovanni Capecchi sarà della partita.

È lui il dominus che ha deciso di incontrare per rispetto, ha detto, dei tanti cittadini che hanno sottoscritto l’appello alla sua candidatura.

Giovanni Capecchi (foto Stefano Di Cecio)

E l’assemblea ha risposto chiedendo a Giovanni Capecchi di mantenere la sua candidatura e chiedere con forza ai partiti della coalizione di CS di scegliere la strada  delle primarie: mandato sottolineato da uno scrosciante applauso dell’assemblea, e che per il bene della politica e di Pistoia, Capecchi si augura che le forze politiche ascoltino la città.

Ma facciamo un po‘ di storia di questi giorni e cosa ha detto Capecchi all’assemblea che alla fine ha condiviso il suo punto di vista e la sua richiesta di primarie di coalizione.

Mentre il Pd, non senza qualche lacerazione ancora non completamente ricucita, ha scelto la professoressa Stefania Nesi, una scelta condivisa dal gruppo Riformista al quale aderisce + Europa, Giovanni Capecchi deve decidere cosa fare. Ed è per questo che nasce il confronto con i suoi sostenitori.  

Così, davanti ad un‘affollatissima assemblea che la sala capitolare della chiesa di San Domenico non è riuscita a contenere, Capecchi ha esordito dicendo che nei giorni scorsi molti lo hanno chiamato, alcuni invitandolo a candidarsi altri a lasciare il campo.

foto Stefano Di Cecio

Ma per lui, ormai, la sua candidatura non è più una questione personale, non più una questione privata perchè non riguarda più la sua persona, perché è una candidatura voluta e sostenuta da tanti cittadini, ha ritenuto giusto parlare con loro per una decisone. Ha detto ai suoi sostenitori, che potrebbe andare bene la scelta di ritirarsi se la candidatura individuata dalle segreteria del Pd, cioè Stefania Nesi, effettivamente unificasse la coalizione. Ma siccome quella candidatura, come la mia – ha sostenuto – il centro sinistra lo divide, credo che la strada migliore sia quella delle primarie . Perchè, a suo parere, serve una sfida fra i due candidati e pensa che sia l’unica strada perché il centro sinistra recuperi quello slancio senza il quale non vincerà le elezioni.

Nel dibattito è stato chiesto se il centro sinistra si compattasse su Nesi a senza AVS, (Alleanza Verdi Sinistra) cosa farebbe. Dire a parte Avs significherebbe un 10-15 per cento di elettorato perché con la situazione che si è creata tale lista pretenderebbe  certamente il 15 per cento; ma anche se fosse inferiore sarebbe un grosso problema  per il centro sinistra, in una competizione che si può giocare sul filo di lana.

Dopo mesi che si dibatte sullo stare insieme una cosa è certa, ha ribadito, io non mi candiderei in alternativa al centro sinistra. Non voglio essere il candidato di una parte perché ritengo di essere un candidato super partes e, se la città l’accettasse, sarei disponibile.

foto Stefano Di Cecio

In politica oltre alle sigle contano i numeri e se ci sono divisioni mancano anche i numeri. Toccherà ai partiti incontrarsi e decidere ma sono convinto – sono ancora parole sue – che solo con le primarie si  scioglierebbe il nodo. Capecchi è stato anche duro con i partiti dicendo che spesso prevale il desiderio di vittorie interne  senza pensare alla vittoria vera che è  battere il centro destra. Ma a lui sembra che a questo non si pensi o che comunque non si valuti.

“Io – ha detto Capecchi -, più di essere a disposizione, di dire sono pronto a confrontarmi dando la parola ai cittadini, più di questo non non posso fare. Sono curioso – ha detto – di vedere come si riposizionano quelli che tre giorni fa erano per le primarie. A chi dice che è tardi risponde che le primarie sono campagna elettorale e non perdita di tempo, anche se è vero che dobbiamo recuperare il tempo che abbiamo perso in queste 10 settimane. Fare le primarie significa parlare con i cittadini e le cittadine, spiegare cosa si vuol fare di Pistoia.

“C’è chi pensa di convincere i disillusi, i disincantati, gli sfiduciati invece aumenterà la disaffezione e meno persone andranno a votare – ha sostenuto Cesare Sartori, uno dei principali promotori della candidatura di Capecchi – Io ho solo le tessere dell‘Anpi e del Club Alpino anche se nel passato ho avuto la tessera del PCI, con tutto quello che significava. Mentre dentro il PD vedo una triste evoluzione”.

foto Stefano Di Cecio

“Sapete – ha proseguito Sartori – fa impressione pensare che un giovane brillante in gamba che ha preso tantissimi voti come il giovane Bernard Dika, 10 giorni incontra Giovanni al quale esprime il suo apprezzamento dicendo che avrebbe parlato bene di lui pubblicamente: siamo ancora qui in attesa che lo faccia, anzi già tramava probabilmente per un’altra soluzione”.

Su quello che è stato scritto sui giornali in questi giorni, sulle tante dichiarazioni,  Capecchi è stato tranchant “ormai si scrive quello che si vuole far credere e non quello che è la verità“.

Staremo a vedere se ci sarà un tavolo di tutta la coalizione ma soprattutto cosa succederà in casa del Partito Democratico e se sarà capace di fare sintesi fra le varie anime che lo compongono.

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