di Elisabetta Branchetti
FIRENZE – Martina Magionami, in arte “La Marti”, è nata e cresciuta a Firenze nel 1992. E’ una persona misuratamente socievole, ma allo stesso tempo riservata, si ritiene molto dinamica e determinata, entusiasta di fare nuove conoscenze e apprendere nuove cose; a volte troppo emotiva.
Come e quando è nata la passione per il canto?
La passione per la musica è qualcosa che mi ha sempre accompagnata fin da quando ero piccolissima, soprattutto grazie a mio padre che al tempo faceva qualche serata in alcuni locali. In casa avevo modo di toccare e giocare con la sua tastiera; anche mia madre, amante del ballo e della musica ha contribuito ad alimentare la mia passione (non per il ballo però). Negli anni a seguire, ho studiato prima chitarra classica e poi altre tecniche, generi e stili su chitarra elettrica e infine acustica. Il canto invece è arrivato molto più tardi, all’incirca a inizio 2016 quando ho cominciato a frequentare pub, sessioni di microfono aperto e soprattutto un ambiente multiculturale (per di più anglofono). Le serate musicali erano un momento di genuina condivisione e socializzazione e non più pura esibizione e competizione. In quel contesto ho imparato a gestire meglio la timidezza e la mia ansia da prestazione, ho instaurato nuove e preziose amicizie che mi hanno insegnato tanto, a livello personale e professionale.

Nasci come interprete di cover, il tuo percorso artistico quale è?
Per prima cosa, per molti anni ho suonato la chitarra elettrica in alcuni gruppi e abbiamo portato in giro cover e canzoni originali scritte insieme. Una decina di anni fa ho iniziato a sperimentare anche con la voce e ho quindi sviluppato il mio progetto solista “La Marti” – cantautrice e co-autrice. Ho continuato a fare esperienza in formazioni varie (dal duo acustico, al trio elettrico, alla band), con generi che spaziavano dal pop al folk, al country-bluegrass, all’indie rock, sia con materiale originale che cover. Con la crescita personale ed artistica è maturata anche l’esigenza di confrontarmi con altre realtà. Viaggiando all’estero ho sempre cercato serate open mic e jam session e nel 2024 ho deciso di partire alla scoperta dell’Irlanda con la chitarra. Oltre a scoprirla come turista, ho fissato dei concerti in alcuni pub di Dublino e Galway e ho anche fatto busking, ovvero ho suonato come artista di strada (cosa che avevo anche un po’ provato a fare mesi prima in Toscana, ma che lì è un’attività molto più riconosciuta e popolare). Quest’ultima esperienza la porto nel cuore, è stata molto formativa nonché molto divertente. Oltre a lavorare alle mie registrazioni e progetti di altri amici musicisti oggi mi propongo anche come solista per accompagnamento musicale per eventi e locali, poi continuo sempre a sostenere la diffusione degli eventi di microfono aperto, tanto che ne ho avviato uno anche io chiamato “Open MICe”, incentrato sulle opere originali (poesia, teatro, musica). Infine, ho partecipato a vari contest e talent negli anni pur non essendo una persona molto competitiva, ho comunque cercato di sfruttare questo genere di occasioni soprattutto per attingere idee da altri artisti, conoscere nuovi palchi e per fare rete.
Quando hai iniziato a scrivere i tuoi inediti e cosa ti ha spinto a farlo?
Il fatto di scrivere inediti da solista e come cantautrice è iniziato quasi per caso: due miei amici volevano lanciarsi nel mondo del videomaking e avevano bisogno di musica di sottofondo. Alla fine, per ragioni anche di copyright, ho deciso di scrivere un brano originale (“La realtà dei sogni”), ma poi la musica è passata in primo piano e le riprese sono diventate un vero e proprio videoclip. Da lì ci ho preso gusto, ho capito che questa era la formula con cui riuscivo ad esprimermi al meglio. In questi anni ho iniziato anche a collezionare altri strumenti musicali oltre alla chitarra: mandolino, viola, armonica, ukulele, diamonica, ho provato sempre a suonarli tutti, quelli che sono riusciti a non prendere la polvere e rimanere chiusi nella loro custodia hanno ispirato la creazione di nuovi brani.

Sono usciti diversi tuoi singoli.
Dal 2016 ad oggi sono usciti tanti singoli in italiano e in inglese e due EP: “Vista mare / Delusione” (2025), “From Afar” (2024), “Anime Fragili” (Ep 2024), “LOOP” (Ep 2023), vari singoli come “Isola”, “Buonanotte di un invisibile”, “Arma Subdola”, “L’autostoppista”, “The Virgin’s Fountain”, “One place in mind”, “La realtà dei sogni” e molti altri. Ho anche lavorato in un musical scritto dal mio amico Peter Dulborough (“The Music of the Stars”) nonché ad altri suoi due album.
Hai in progetto di fare un disco?
Dopo aver pubblicato due canzoni per l’estate 2025 “Vista Mare” e “Delusione”, ho ragionato sulle molteplici sfumature de “La Marti”. Sto quindi dando vita a un nuovo progetto parallelo (e non sostitutivo) con canzoni pop-folk esclusivamente in inglese. Il nome e i dettagli sono ancora da rivelare.
Aprendo il cassetto dei sogni, quale vorresti realizzare?
Ho sempre scritto per esigenza personale, per ora non ho perso né l’entusiasmo né le idee. Mi auguro comunque che la mia musica arrivi sempre a più ascoltatori possibili. Vorrei inoltre che si potesse dare più attenzione e tutela alla musica indipendente, a chi la fa e anche agli spazi che la promuovono nonostante le difficoltà burocratiche e culturali del nostro territorio.









