mercoledì, Settembre 9, 2026

Università, in Toscana il Pd contro il precariato. Querci: audizioni con sindacati e personale

FIRENZE (Adnkronos) – ”Un piano di reclutamento strutturale e pluriennale, fondato su risorse certe e su percorsi di stabilizzazione chiari per l’università pubblica, dove la condizione del precariato non è più sostenibile. E l’avvio di un ciclo di audizioni in Commissione cultura con le organizzazioni sindacali, le rappresentanze della comunità accademica e del personale non strutturato, a partire dall’Associazione Dottorandi e Dottori di ricerca in Italia, con le università e gli enti pubblici di ricerca del territorio regionale.

Simona Querci

Sono le richieste contenute in una mozione che come gruppo Pd abbiamo promosso e con cui intendiamo portare in Consiglio regionale la questione del sottofinanziamento strutturale del sistema universitario.”

È quanto dichiara Simona Querci, consigliera regionale Pd e componente della commissione ‘Istruzione, formazione, beni e attività culturali’, presentando la mozione di cui è prima firmataria in merito alla riduzione del precariato nel sistema universitario e della ricerca pubblica.

”Nella mozione chiediamo al Governo un piano di reclutamento che non produca effetti disomogenei tra atenei e territori e che sia accompagnato da risorse adeguate e stabili – continua Querci – Allo stesso tempo sollecitiamo la Giunta regionale a farsi promotrice, in sede di Conferenza delle Regioni, di un’iniziativa condivisa nei confronti del Governo e del Parlamento per rafforzare il finanziamento pubblico dell’università, tutelare il lavoro delle figure non strutturate e salvaguardare il ruolo dell’università pubblica come infrastruttura essenziale per lo sviluppo, l’innovazione e la coesione territoriale del Paese.

L’obiettivo delle audizioni sarà invece quello di approfondire lo stato del precariato nel sistema universitario e della ricerca pubblica, acquisire un quadro conoscitivo aggiornato e valutare, nell’ambito delle competenze regionali, eventuali misure integrative anche sul piano del welfare”.

La facoltà fiorentina di Lettere e Filosofia

”Il precariato nella ricerca non è più una fase transitoria di accesso alla carriera accademica, ma una condizione permanente che rischia di impoverire il sistema pubblico e di disperdere competenze formate con investimenti pubblici significativi – conclude Querci – La Regione Toscana ha storicamente investito nel sostegno all’università pubblica e alla ricerca, riconoscendone il valore strategico per la crescita culturale, sociale ed economica del territorio. Oggi è necessario compiere un passo ulteriore: costruire una richiesta forte e condivisa al Governo perché garantisca prospettive concrete e stabilità a chi ogni giorno sostiene, con il proprio lavoro, la qualità della didattica e della ricerca”.

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