mercoledì, Settembre 9, 2026

Poggio a Caiano, Visitazione a fine corsa

di Mauro Banchini
POGGIO A CAIANO – Dunque la Visitazione del Pontormo starà al Poggio ancora pochissimo tempo. A fine giugno quel capolavoro sarà a L’Aquila: in una mostra che lo farà dialogare con un’altra Visitazione: quella, custodita a Madrid, attribuita a Raffaello.
Poi il quadro andrà a Roma, per un’altra già annunciata mostra alle Scuderie del Quirinale. E poi rientrerà, nel febbraio 2027, nella restaurata chiesa di San Michele, a Carmignano, dove i lavori finanziati con il PNRR dovrebbero essere terminati.

La Visitazione del Pontormo

Finisce così, in modo molto dimesso e assai poco glorioso, quello che doveva essere il fiore all’occhiello della giunta Palandri, quello su cui il Comune aveva investito promesse poi rivelatesi fallaci, quello per cui sono stati spesi dal bilancio comunale tanti soldi. Quanti? A oggi almeno 72 mila euro mettendo insieme tutte le voci (comprese quelle per ospitare, in una sempre deserta sala comunale, le tele “minori”).
Finisce maluccio. Erano state annunciate frotte di nuovi turisti, capaci di portare sollievo (questo pareva essere, per il Comune, l’unico scopo dell’operazione) fra i commercianti.
Ma in pratica non si è visto nessuno in più rispetto ai visitatori ordinari. Lo confermano i dati. E dopo che, per entrare in Villa Medicea, è stato messo il ticket d’ingresso, dopo che il sindaco aveva promesso di parlarne con il ministro Giuli, si è addirittura cominciato ad assistere a un preoccupante calo anche nelle visite ordinarie.
Villa Medicea, sempre meno ingressi
Nel primo anno pieno con la Visitazione (ottobre 2024-settembre 2025), l’anno che doveva vedere il boom di visitatori, gli ingressi in Villa sono stati praticamente gli stessi rispetto all’anno precedente, quando l’opera non c’era.

Il lieve incremento (di appena 500 unità) non è certo significativo. E i dati, come accade da anni, sono comunque gonfiati dai massicci ingressi settembrini con l’Assedio.
Nulla che dimostri il tanto annunciato boom di nuovi visitatori causato dalla presenza, in Villa, del capolavoro del Pontormo.
Ma a preoccupare è il dato delle visite annuali nella Villa, specie adesso che l’ingresso, da gratuito, è stato messo a pagamento.
I dati ufficiali (fonte Ministero Cultura) evidenziano un calo marcato degli ingressi: nel 2025 si è scesi (anche in questo caso con il mese di settembre gonfiato per l’Assedio) a neppure 37 mila (in cifra 36.982): tremila in meno rispetto al 2024 e quasi 8.400 in meno rispetto al 2023.
L’ultimo trimestre 2025, con il biglietto a pagamento, in Villa si sono avuti appena 4.089 ingressi. Addirittura il 40% in meno rispetto ai 6.864 ingressi certificati nello stesso periodo dell’anno precedente.
E’, questo, un dato che dovrebbe preoccupare. C’è solo da augurarsi che in questi primi mesi del nuovo anno i numeri siano tornati positivi. Altrimenti, se il trend dovesse continuare così, sarebbe davvero l’inizio di un guaio.

Visitazione, il flop annunciato
Ma a colpire è stato soprattutto il flop legato all’operazione Visitazione. Un flop annunciato.
Un flop derivante dalla oggettiva distanza fra l’impegno che sarebbe stato necessario (operazione difficile anche per Comuni più strutturati, figurarsi per la piccola Poggio) e la debolezza della classe amministrativa locale.
Di una cosa c’è da essere sicuri: nessuno qui al Poggio, partendo dall’assessora con delega alla cultura, avrà la forza di assumersi un po’ di responsabilità.
La colpa del fallimento sarà sempre di altri. E si tenderà, con il passare del tempo, a far dimenticare una figuraccia che altrove (non certo qui) avrebbe portato a dimissioni sicure.

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