di Stefano Di Cecio
PISTOIA – Alla Biblioteca Forteguerriana ieri è stato presentato il libro “Salvamento e lanciamento binari della Porrettana” di Franco Gerbi e Giampiero Venturi.
Il volume è del 2021 ma è stato riproposto come evento nel calendario di Pistoia Capitale Italiana del libro 2026. Erano presenti ambedue gli autori che fanno parte del Gruppo Fermodellistico Pistoiese “La Porrettana”.

Il GFP dal 1986 si adopera per diffondere sia l’interesse per il modellismo sia la conoscenza della linea ferroviaria che da Bologna arriva nella nostra città attraversando l’Appennino, e unendo così il Nord ed il Sud Italia. Si deve ricordare che esiste un forte legame della ferrovia con la Biblioteca Forteguerriana che ne custodisce moltissimi documenti storici, un ricco fondo di progetti, disegni e fotografie. Il GFP, dopo alterne vicende, ha stabilito la propria sede presso la Stazione Ferroviaria di Piteccio in cui si trovano molti diorami della linea ferroviaria perfettamente riprodotti in scala.
Questa passione parte dal “trenino” ricevuto in regalo da piccoli per arrivare, da adulti, a possederne la “poesia” e non solo una riproduzione della realtà in maniera professionale di questo mezzo di trasporto. La linea ferroviaria “Porrettana” fu inaugurata nel 1864, all’epoca un’opera di enorme portata ingegneristica, con le sue numerose gallerie, i suoi ponti e viadotti. A quel tempo solo la locomotiva era dotata di un sistema frenante, pertanto i convogli erano ridotti, si verificavano poi altri rischi per la sicurezza come le condizioni atmosferiche, acqua, neve e ghiaccio.

Il tema principale dell’opera, è la spiegazione del funzionamento dei binari di “salvamento” e “lanciamento” presenti nei piazzali delle stazioni di questa linea, che hanno reso davvero unica questa tratta ferroviaria non solo a livello nazionale ma anche a livello mondiale. Tre le stazioni “critiche” che affrontavano in maniera diversa i binari suddetti, Piteccio, Valdibrana e Corbezzi. Le difficoltà poi sono cambiate nel tempo con il passaggio dal vapore all’elettrificazione trifase della linea ed ovviamente all’evoluzione delle locomotive. Al fine di comprendere meglio quali fossero le condizioni esistenti è stato riprodotta un’animazione video appositamente realizzata.

Tali difficoltà richiedevano che i macchinisti delle locomotive venissero scelti in base alla loro esperienza della linea, per il versante pistoiese macchinisti provenienti da quella zona e stessa cosa per il versante bolognese. Turni di lavoro massacranti che duravano anche oltre le 12 ore filate. Vengono ricordati gli incidenti ferroviari del 1915 a Piteccio e del 1943 a Corbezzi quando un treno di derrate alimentari si schiantò alla fine del binario di salvamento e, per quanto presidiato dalle truppe tedesche, fu oggetto di razzie dei beni alimentari da parte della popolazione locale.
Insomma nelle stazioni su citate dovevano essere effettuate complesse manovre di scambio che richiedevano perizia ed esperienza. Nel libro tantissime fotografie, anche d’epoca, e alcune cartine topografiche. L’Assessore Sabella, presente all’incontro, oltre ai saluti ed ai complimenti agli autori per il lavoro svolto, si è lamentato del fatto che il prossimo appuntamento previsto per il viaggio storico in treno sulla linea è stato disdettato a causa della Regione Emilia Romagna che non ha ottemperato alla pianificazione dell’evento. Sottolinea l’importanza della linea anche oggi come risorsa per lo sviluppo del territorio e la sua storia e si augura un implementazione delle corse oggi esistenti. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.laporrettana.it









