mercoledì, Settembre 9, 2026

Omicidio Blandino, il figlio davanti Gip. Parla l’avvocato

di Ilaria Lumini

PISTOIA – Questa mattina Giuseppe Blandino, 42 anni, accusato di aver ucciso il padre Salvatore di 70 anni, è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari.

Assistito dal suo avvocato Enrico Giuntini, l’uomo è stato rinviato giudizio con udienza fissata il 9 luglio in Corte d’Assise di Firenze. Il 42enne aveva confessato le modalità dell’omicidio nel corso dell’interrogatorio con il pubblico ministero a gennaio scorso.

Giuseppe Blandino all’uscita del Tribunale di Pistoia

“Nell’occasione aveva confessato le modalità con cui era avvenuto l’accaduto commesso il 22 giugno. Ha dichiarato le modalità con cui è successo, l’alterco delle parti…una fatalità” continua l’avvocato.

L’uomo, oltre ad essere accusato di parricidio con l’aggravante dei futili motivi, è accusato anche di occultamento di cadavere.

Oggi l’avvocato spiega che è stata fatta richiesta di giudizio abbreviato condizionato, che riproporrà in Corte d’Assise “per una soluzione più adeguata per il mio assistito”.

Richiesta che è stata respinta dal giudice.

Le indagini dei carabinieri di Quarrata e del nucleo investigativo di Pistoia, iniziate a metà giugno 2025 dalla denuncia di scomparsa di Blandino e successivamente dal ritrovamento, a luglio, del corpo sepolto in un terreno alla Ferruccia, sono dirette dal sostituto procuratore Claudio Curreli che, alla fine delle analisi medico legali sul corpo e sui reperti del Dna, ha chiuso le indagini sulla morte del 70enne. Adesso il rinvio a giudizio davanti al Gip del figlio Giuseppe.

Il 42enne, come detto, è accusato di aver ucciso il padre: decine di coltellate al petto di cui una fatale al collo che ha reciso la giugolare cagionando la morte del pensionato per dissanguamento.

Salvatore Blandino è morto il 22 giugno 2025, giorno della denuncia di scomparsa fatta dalla sorella. Dalle tracce di sangue ritrovate nella casa di via della Repubbliaca a Quarrata dove l’uomo viveva da solo, gli inquirenti hanno ricostruito la probabile dinamica della morte: prima una lite avvenuta con il figlio nel soggiorno-cucina e poi le coltellate.

Per gli inquirenti quindi, il figlio, dopo aver ucciso il padre, avrebbe pulito alla meglio il sangue sul pavimento, caricato il corpo sul cassone di un furgone (dove la scientifica ha trovato poi una grossa macchia di sangue) e guidato fino alla Ferruccia parcheggiando il mezzo vicino a un capanno dove lui era solito dormire.

E a fianco del capanno avrebbe sotterrato in una fossa di quasi un metro di profondità il corpo. Il cadavere è stato ritrovato lunedì 21 luglio 2025 dai carabinieri che, dal giorno della scomparsa del pensionato, hanno monitorato i movimenti del 42enne, che si trova al carcere di Solliciano.

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