martedì, Settembre 8, 2026

Seminare Idee, la Cleopatra di Natasha Solomons tra seduzione e strategia politica

PRATO – Pericolosa seduttrice, abile politica, figura storica dalle varie sfaccettature capace di accendere il desiderio nei suoi amanti e negli autori che ne hanno parlato nel corso dei secoli: ma chi era veramente Cleopatra?

La seconda giornata del festival Seminare Idee di Prato è aperta al Teatro Metastasio dalla lezione della scrittrice britannica Natasha Solomons, nel cui ultimo romanzo uscito lo scorso anno, dal titolo “Io sono Cleopatra”, riscrive la storia della famosa regina d’Egitto mettendo in luce alcuni aspetti che vanno oltre la narrazione consueta fatta propria da tanti autori dall’antichità all’età moderna.

La scrittrice Natasha Solomons (a sinistra) con la traduttrice Sara Folin (a destra) durante l’incontro al Teatro Metastasio per il festival Seminare Idee di Prato (foto Seminare Idee)

“Il nome di Cleopatra evoca un’immagine shakespeariana di esotismo e di seduzione verso i grandi uomini della storia romana – ha esordito – la regina tolemaica è stata a lungo dipinta come una figura drammatica e titanica, un simbolo di corruzione, sensualità e tentazione erotica, perfetta per essere la protagonista di una tragedia: ma senza evidenziare fino in fondo la sua abilità come regina e governatrice dell’Egitto, i suoi successi e i suoi fallimenti militari, il suo altissimo spessore culturale.

Cleopatra è diventata a propria insaputa l’interprete di un mito, fatto proprio e alimentato da uomini che ci hanno restituito un’immagine spesso trasfigurata e deformata di questo personaggio femminile. Per oltre duemila anni siamo stati ossessionati dall’aspetto fisico di Cleopatra e dalla sua supposta bellezza, attorno al suo corpo è sorta una vera e propria sessualizzazione nella pubblicità, nei manga, nei film, facendola diventare un simbolo universale di un erotismo pericoloso e aggressivo, una sorta di mangiatrice di uomini che è stata in grado di corrompere e traviare Cesare e Antonio, due tra i più grandi condottieri dell’antichità”.

Solomons sottolinea che da sempre “la storia è scritta dai vincitori”, ma nel caso di Cleopatra, già quando la regina era in carica, una violenta propaganda e una narrazione volta a denigrare la sua condotta morale era già ben presente a Roma, mossa da Ottaviano per chiari motivi politici, al fine di mettere in cattiva luce presso i cittadini romani il rivale Antonio, presentato come succube e vassallo di una regina perversa. La vittoria di Azio e l’affermazione di Ottaviano come unico padrone di Roma fecero di queste calunnie l’unica versione accettata della storia di Cleopatra, e così fu scritta la sua “condanna” per i secoli a venire; la sua immagine attraversa la letteratura e l’arte europea da Plutarco a Dante, da Pascal a Paget, come simbolo di lussuria, seduzione, sensualità ma anche di corruzione e rovina.

“Eppure, leggendo tra le righe emerge qualcosa di più di questa immagine di seduttrice, al di là dell’aspetto fisico quello che affascina e ammalia chi la incontra è la sua intelligenza, la sua cultura, la sua abilità politica, la sua capacità oratoria. Oltre la Cleopatra sensuale si fa largo una Cleopatra politica, a costituire due Cleopatre contraddittorie e quasi incompatibili tra loro come fuoco e ghiaccio, che autori come Plutarco e Shakespeare cercano di conciliare e di evidenziare in questa sua dualità”.

Ma come percepiva Cleopatra se stessa? Era consapevole di questa sua contraddizione tra sessualità e politica?

Secondo Solomons nel mondo antico l’assenza di una rigida separazione tra spazio pubblico e dimensione privata faceva sì che le regine d’Egitto, tra cui anche Cleopatra, concepissero senza problemi il proprio corpo come strumento politico e come arma nelle proprie mani per raggiungere i propri obiettivi. Per Cleopatra sesso e politica vanno di pari passo e rappresentano due facce della stessa medaglia, la vita privata diventa affare e ragione di Stato: così Solomons nel suo romanzo immagina la scena del primo incontro tra Cesare e Cleopatra, dove la raffinata strategia politica della regina si esprime in un affascinante gioco di sguardi e di seduzione nei confronti del condottiero romano.

Cleopatra ricerca l’alleanza con Roma, ha bisogno dell’aiuto e della protezione di un uomo potente come Cesare, e usa con astuzia e abilità le armi a propria disposizione per suscitare il suo desiderio: nelle relazioni internazionali del mondo antico il sesso è un atto politico oltre che fisico, in questo caso è il segno del successo di Cleopatra e della sua capacità “teatrale” di promuovere una perfetta rappresentazione di se stessa.

Brillante diplomatica, politica e studiosa, la regina d’Egitto protagonista del romanzo di Solomons è una giovane donna che ha vissuto il suo tempo ed è stata capace di creare un’immagine di sé in grado di andare oltre certi stereotipi e i certe concezioni abbastanza superficiali.

Che cosa resta infine oggi di Cleopatra? “Il suo palazzo di Alessandria è andato distrutto e ora giace in fondo al mare, i suoi servitori sono diventati pesci, lei stessa me la immagino come un fantasma: un fantasma che però continua a parlarci, e che noi dobbiamo ascoltare”.

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