di Alberto Vivarelli
PISTOIA – Entro domani il sindaco Giovanni Capecchi scioglierà la riserva sulla composizione dell’esecutivo, lo assicurano fonti del suo staff.
“Avrò grande rispetto di chi mi ha sostenuto – ha dichiarato Capecchi -, però chiedo anche rispetto nei miei confronti. Lavorerò a una squadra di persone capaci nei vari ambiti”.
L’autonomia del Sindaco è assicurata dalla legge, ma le dinamiche politiche non sono così semplici, al di là del tifo.
Dopo l’assemblea comunale del Partito democratico, che ha rafforzato la posizione della segretaria Irene Bottacci, sarà decisivo l’incontro che la stessa avrà con Capecchi per sciogliere il nodo della rappresentanza del Pd nell’esecutivo e dell’assegnazione delle deleghe, tema che molti hanno dimenticato concentrandosi suo nomi, ma che sarà cruciale per un eventuale piano B.
Nel frattempo, aiuterebbe il silenzio dei pasdaran che fino a oggi hanno solo alimentato polemiche inutili. A partire da coloro che hanno avuto ruoli importanti nella doppia campagna elettorale e che adesso mettono pietre negli ingranaggi delle consultazioni.
Intanto è annunciata la convocazione del primo Consiglio comunale, nel corso del quale Capecchi illustrerà le linee programmatiche del suo mandato e presenterà la squadra di governo, che non necessita dell’approvazione dell’assemblea consiliare; l’appuntamento è per lunedì 15 giugno alle 14.
Il Partito democratico ha fatto una scelta precisa: per quanto lo riguarda, in Giunta vanno solo coloro che sono passati dal vaglio elettorale, coloro, cioè, che sono stati premiati dalle urne. Si è voluto affermare un principio. Come si è voluto riaffermare la centralità dei partiti nella geografia della politica, che piaccia o non piaccia.
Un principio sbagliato? Di sicuro legittimo. Toccherà al sindaco capire quanto sia compatibile con le proprie esigenze. La legge gli consente di respingere al mittente la proposta e la maggioranza non andrà in crisi per questo motivo, contrariamente a quanto qualcuno paventa (o auspica?). Perché in politica esistono i piani B, C…
Cerchiamo di capire l’intoppo, che molti non spiegano e altri fanno finta di non capire.
Il Pd rivendica quattro assessori: due donne e due uomini, facendosi guidare dal risultato delle elezioni: Stefania Nesi, Paolo Tosi, Matteo Giusti e Irene Bottacci; Lorenzo Scalise, secondo come risultato, è alla sua prima esperienza amministrativa, quindi dovrà “crescere”. I quattro indicati hanno tutti una esperienza consolidata: Stefania Nesi ha guidato la complicata Commissione urbanistica e Matteo Giusti è stato il capogruppo del Pd.
Ogni altro esponente del Pd scelto dal Sindaco, dicono nel partito, dovrà far parte del pacchetto di Capecchi. Quindi, per esemplificare, se il Sindaco vuole Riccardo Trallori, deve rinunciare a Sandro Giannessi, primo degli eletti nella lista civica. Non ci sono altri posti liberi perché l’assessorato alla cultura è già stato assegnato a una donna (Cristina Tuci?).
Se i quattro consiglieri indicati entrassero in giunta, ci sarebbe un rimescolamento di carte nel gruppo Pd, con l’ingresso di Alessandro Giovannelli, Massimo Vannuccini, Qualid Wally Bouchrida e Giuseppina Versace, nell’ordine. Poi ci sarà da pensare all’elezioni del nuovo segretario comunale del Partito democratico.
Poiché la storia, però, non comincia mai da dove fa comodo, riassumiamone i termini.
Le elezioni regionali
La vicenda iniziò a giugno dello scorso anno quando Riccardo Trallori si candidò al consiglio regionale contro quasi tutto il suo partito; la sua candidatura fu boicottata a tutti i livelli: comunale, provinciale, regionale e nazionale, tutti gli preferirono il rampantino Bernard Dika – che poi ha saltato il fosso, nonostante l’iniziale assicurazione di sostegno a Capecchi. Il risultato elettorale fu clamoroso, una corsa in solitudine e con pochi finanziamenti – a differenza del suo competitor -, fece ottenere a Trallori, nel capoluogo, cinquemila voti, superando Dika.
Visti i numeri, era il candidato in pectore per fare il Sindaco di Pistoia. Alcuni speravano che nel Pd potesse esserci un ripensamento, ma ormai la macchina pro Capecchi era già in movimento. Trallori continuava a essere inviso ai vertici del Pd. Pesavano ancora i veleni del 2017.
Nella fase di stallo – fino a dicembre 2025 -, Trallori ha tenuto un profilo basso, incomprensibile per coloro che lo avevano sostenuto. Poi l’annuncio a sorpresa: sostegno pieno a Giovanni Capecchi sindaco. Una decisione mai spiegata preventivamente ai suoi (ex) compagni di viaggio, coloro che in campagna elettorale, all’alba erano davanti all’Hitachi a distribuire volantini.
I motivi li spiegherà, invece, successivamente sul suo canale d’informazione preferito.
All’improvviso, il reietto diventa un eroe, gli ex avversari ne magnificano il comportamento “leale e generoso”, quella generosità della quale lui mai aveva potuto godere in precedenza.
Trallori si è speso moltissimo a favore di Capecchi, prima durante e dopo le primarie. Pancia a terra. Sempre sul suo canale d’informazione preferito, ha pure indicato il tracciato da seguire.
Cos’è avvenuto nelle segrete stanze? Politica applicata, ovvero, l’esercizio pratico dell’attività politica.
Il cambio di rotta è avvenuto in seguito a un colloquio con l’onorevole Marco Furfaro e lo stesso Capecchi che ancor prima delle primarie, gli avevano assicurato l’incarico di vice sindaco in caso di vittoria. Avevano pure condiviso l’inopportunità di una sua candidatura al consiglio comunale. Insomma, avevano raggiunto un accordo simile a una variante del listino bloccato così caro ai vertici del Pd da un anno a questa parte. Un passaggio che citiamo non per sentito dire.
Le Primarie
La maggioranza dei sostenitori di Capecchi era convinta che le primarie sarebbero state una passeggiata, il candidato senza tessere aveva il sostegno pieno di una buona parte del Pd e di molti ex, riempiva le piazze e i circoli. E in giro si respirava un rancore nei confronti del Pd che a volte sconfinava nell’odio. Nonostante la chiarissima vittoria di Giovanni Capecchi, alla fine la differenza tra i due contendenti è stata di 1.200 voti. Così, applicando un sano pragmatismo, Capecchi ha coniato il motto “Insieme vince Pistoia”, assicurando a Nesi la vice sindacatura. Una mossa geniale per non perdere pezzi per strada.
E Trallori? Lui aveva rispettato l’accordo non candidandosi al consiglio comunale, ma il “principio” dell’assemblea comunale del Pd ha complicato tutto.
Se l’indirizzo delle scelte del Pd comunale è quello indicato, chi rappresenta Trallori? Non il Pd, sostiene lo stesso Pd: Trallori avrebbe dovuto candidarsi e sottoporsi al giudizio degli elettori.
Se Capecchi ritiene indispensabile la presenza in giunta dell’ex candidato alle Regionali, è il pensiero del Partito democratico comunale, lo inserisca nella propria quota: nell’esecutivo, Trallori non potrebbe rappresentare il Pd.
E’ sulla base di questo ragionamento – che può valere o meno, che più essere giusto o meno – che il Partito chiede quattro assessori. Il presunto “quinto” è un problema di Capecchi. E non è un problema di poco conto: lui ha promesso, lui risolva.










