mercoledì, Settembre 9, 2026

Dogaia, Di Sanzo e Furfaro (PD): “Le morti in un luogo dello Stato sono inaccettabili”

PRATO – “Un detenuto di 26 anni muore nella notte in una cella della Dogaia. Qualunque sia la causa accertata dall’autopsia, un principio resta fermo. Lo Stato ne aveva la custodia e aveva il dovere di tutelarne la salute e quindi la vita”, dicono Christian Di Sanzo e Marco Furfaro, deputati del Partito Democratico.

“Nel carcere di Prato mancano medici, mancano educatori, manca personale di polizia penitenziaria. Un istituto tenuto in piedi dal sacrificio di chi ci lavora ogni giorno, lasciato allo sbando da chi ha responsabilità di governo. Quando il garante dei detenuti usa la parola ‘mattanza’ riferendosi alla situazione delle carceri toscane, la politica ha il dovere di fermarsi e ascoltare. Non è allarmismo. È la fotografia di un sistema al collasso che il governo Meloni continua a ignorare”.”Questo esecutivo – continuano Di Sanzo e Furfaro – ha smesso di occuparsi delle carceri il giorno stesso in cui si è insediato. Nordio parla, promette, annuncia. Ma niente cambia, il carcere rimane inadeguato e le persone continuano a morire dentro le celle italiane. L’articolo 27 della Costituzione dice che la pena deve rispettare la dignità della persona e tendere alla rieducazione. Un principio che viene tradito ogni giorno”. “Meloni e i suoi ministri – concludono i deputati PD – si riempiono la bocca di parole come sicurezza e legalità, salvo poi dimenticarsi anche chi sta dentro un carcere. Non hanno mosso un dito sull’edilizia penitenziaria fatiscente, non hanno investito in percorsi reali di reinserimento. Le carceri italiane sono diventate luoghi dove si muore di abbandono”.

Il Vicesindaco Blasi: “Ennesima morte in carcere, dov’è lo Stato?”

“Davanti all’ennesima morte nel carcere della Dogaia, viene proprio da chiedersi che fine abbia fatto lo Stato”. A dichiararlo è il vicesindaco Diego Blasi, dopo aver appreso del decesso del ventiseienne detenuto all’interno del carcere pratese della Dogaia. “Come Amministrazione torniamo a lanciare l’allarme per le troppe tragedie che accadono ogni anno all’interno della casa circondariale pratese, una struttura al collasso che non riesce a garantire né la tutela di chi è in custodia né la dignità di chi ci lavora, come denunciato a più riprese dai sindacati di polizia penitenziaria. Una struttura – continua Blasi – che pur essendo già in difficoltà sta accogliendo anche molti dei detenuti delle sezioni svuotate a Sollicciano. Davanti ad una fase che sembra tutt’altro quello che una seria politica di riorganizzazione e risanamento delle case circondariali e un serio programma di rieducazione dei detenuti, torno a chiedere: dov’è lo Stato?”. 

Giovani Democratici Toscana: al via un percorso di ascolto negli istituti penitenziari. Prima tappa a Prato

Le notizie che continuano ad arrivare dagli istituti penitenziari toscani, e quanto accaduto nelle ultime ore nel carcere di Prato, come già denunciato dalla nostra Consigliera Regionale Marta Logli, confermano una crisi strutturale che non può più essere affrontata solo in termini emergenziali. Sovraffollamento, carenza di personale, difficoltà nell’accesso ai percorsi di formazione e reinserimento, tutela insufficiente della salute mentale e condizioni di vita spesso incompatibili con la funzione rieducativa della pena restituiscono un modello carcerario profondamente inadeguato. Per questo come Giovani Democratici della Toscana vogliamo avviare un percorso di confronto e ascolto nelle carceri della regione, coinvolgendo i garanti dei detenuti, le associazioni, il volontariato, gli operatori e tutte le realtà che ogni giorno lavorano all’interno degli istituti. L’obiettivo è costruire una proposta concreta per immaginare un nuovo modello carcerario, fondato sulla dignità della persona, sulla sicurezza garantita anche attraverso il reinserimento e sul pieno rispetto dell’articolo 27 della Costituzione. Al termine di questo percorso redigeremo un documento che vogliamo mettere a disposizione delle istituzioni regionali e nazionali come contributo per avviare una stagione di riforme non più rinviabile”, dichiara Bernardo Taddei, Segretario regionale dei Giovani Democratici della Toscana.

Prato sarà tra le prime tappe di questo percorso, perché la situazione della Casa Circondariale della Dogaia rappresenta oggi una delle realtà più critiche della Toscana e richiede attenzione, presenza e responsabilità politica. Non vogliamo limitarci a commentare gli episodi che periodicamente riportano il carcere al centro della cronaca, ma ascoltare chi vive, lavora quotidianamente questa realtà, raccogliendo esperienze, criticità e proposte. Solo partendo dai sopralluoghi e dai contatti con i detenuti, dal confronto con chi opera nelle carceri sarà possibile costruire un modello veramente diverso, che superi la logica dell’emergenza e renda il sistema penitenziario non più spazio di disumanità e repressione. Prato sarà quindi uno dei primi luoghi da cui partiremo per dare concretezza a questo percorso”, afferma Niccolò Ghelardini, Segretario dei Giovani Democratici di Prato.

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