di Stefano Di Cecio
PISTOIA – L’appuntamento era alle 21,15 per salutare Francesco Guccini con “Cantata per Francesco”, ci troviamo insieme in Piazza del Duomo a Pistoia, “portate le chitarre, gli strumenti e la voce: cantiamo tutti insieme le sue canzoni, in piazza”. Questo il tam tam partito sui social due giorni fa e che ieri sera ha fatto riempire la piazza.

Quando la redazione mi ha chiesto se potevo seguire la serata, ho risposto di sì perché ero incuriosito di vedere come la mia città avrebbe risposto all’invito. Prima di uscire di casa mi sono però soffermato un attimo, potevo prendere il notes e la macchina fotografica, e invece sono uscito con la chitarra.
Arrivato in piazza del Duomo alle 21, in anticipo, c’erano alcune persone, tutte a sedere sui lati tribunale e Monte dei Paschi, nessun altro indizio che ci sarebbe stato qualcosa di diverso. Quindi mi sono avviato verso il loggiato del Comune dove ho trovato due/tre ragazzi con quelle che sembravano custodie per chitarra. Li ho chiamati e insieme ci siamo avviati verso il centro del palazzo, per sederci sui gradini rivolgendoci verso la piazza. Dal niente sono venute fuori decine di persone che si sono avvicinate. Insieme a loro altri ragazzi, musicisti, ci stavamo avvicinando all’ora fissata, pochi minuti e i musici sono diventati una quindicina, chitarre, cajón e poi si è aggiunto anche una melodica, uno strumento musicale, un aerofono ad ance dotato di tastiera. Anche le persone del pubblico aumentavano a vista d’occhio. Nel cuore di ognuno c’era il desiderio di cantare le canzoni di Francesco, niente di più. I brani sono cominciati ad arrivare, sembrava quasi impossibile che un gruppo di persone che non si erano mai visti prima, trovasse immediatamente una sintonia d’insieme così da riprodurre, uno dopo l’altro, i pezzi di Francesco: Dio è morto, L’Avvelenata, In morte di S.F., Incontro e tante altre fino a La Locomotiva che ha chiuso il concerto.

Quasi due ore di musica, e a farla, fatta eccezione per qualche “vecchietto” tipo me, i musici erano giovani, attenti, rispettosi di sonorità e parole, testimoni “de facto” che Francesco Guccini non ha influenzato solo una generazione, lui è stato e continua ad essere un punto di riferimento importante per la capacità di raccontare, per la poesia delle parole, per la riflessione esistenziale dei suoi versi. Dobbiamo tenere conto e buona memoria di quanto ha fatto e di come le generazioni dopo di lui abbiano attinto a piene mani da quei semi che continueranno a dare frutti in eterno. Non solo i musici hanno creato un’atmosfera che non si vedeva nascere e crescere spontaneamente da tempo, chiamarlo pubblico è riduttivo, erano centinaia di persone che hanno vissuto attivamente il concerto, cantando a loro volta, battendo le mani a tempo, sorridendo, e creando un’aura di serenità alla serata. In una parola anche Pistoia ha dato il suo saluto a Francesco in maniera spontanea, corale e appassionata, lui che ha sempre amato la nostra città a partire proprio dalla squadra di calcio, la Pistoiese.







