mercoledì, Settembre 9, 2026

Il vescovo Mascagna: “Un nuovo inizio, una ripartenza, per la la comunità ecclesiale di Vicofaro”

di Marcello Paris

PISTOIA – Uno scrosciante applauso e tanti grazie hanno suggellato la fine della Messa celebrata da monsignor Augusto Mascagna, vescovo di Pistoia e Pescia, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Vicofaro. Un nuovo inizio dopo la travagliata e sofferta vicenda nata alcuni anni fa con la massiccia accoglienza di emigranti praticata da don Massimo Biancalani.

Il vescovo, monsignor Mascagna (foto Carlo Quartieri)

Il respingimento dei ricorsi del parroco da parte degli uffici vaticani ha momentaneamente messo la parola fine al contenzioso tra la Diocesi e il parroco, un contenzioso che il nuovo vescovo conta di risolvere con il dialogo.

Nelle parole di monsignor Mascagna c’è tutta la comprensione dei motivi umanitari che hanno spinto il contestato parroco ad accogliere così tante persone creando dei disagi alla comunità di Vicofaro. Tuttavia, per il vescovo c’è la necessità di riprendere una vita parrocchiale sinfonica, non a senso unico. Qui, ha detto, c’è l’esigenza di tornare ad essere parrocchia dove poveri, bisognosi, malati chiedono udienza e la parrocchia ha bisogno di dare tutte queste risposte. Una ripartenza in questo senso.

Prima di questa celebrazione, il vescovo aveva incontrato i parrocchiani i quali con commozione aspettavano questo momento. In un breve colloquio a fine messa gli abbiamo chiesto il suo sentimento e quello dei parrocchiani nei suoi confronti.

Mascaglia ha ricordato il recente pellegrinaggio fatto dal centro di Pistoia alla Santuario Mariano di Valdibrana.

Il vescovo, monsignor Mascagna (foto Carlo Quartieri)

“Ebbene – dice il presule -, passando da qui le persone mi sono corse dietro con le lacrime agli occhi dicendo non siamo razzisti, vogliamo essere parrocchia, vogliamo che qualcuno pensi ai nostri morti alle nostre famiglie mentre la comunità si era disgregata per tanti motivi”.

Poi ha aggiunto: “Non dobbiamo dare colpe ai singoli perché in queste circostanze si perde tutti perciò c’è l’esigenza di rialzarsi”.

Alla domanda sul suo impegno per arrivare ad una definitiva conclusione della vicenda, il vescovoa ha detto che “c’è da lavorare per trovare una soluzione alla parrocchia di Ramini ma ci stiamo lavorando anche per trovare una sistemazione a coloro che ancora si trovano lì. Con don Biancalani si parla molto bene e cerchiamo di trovare una soluzione soddisfacente”.

Intanto a Vicofaro continuerà l’opera pastorale di don Patrizio Fabbri, parroco di San Biagio, con la collaborazione di don Roberto Breschi.

Ad assistere alla messa era presente il sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi al quale abbiamo chiesto di commentare le parole del vescovo e questa voglia di ripartenza.

“Credo ripartenza sia la parola giusta – commenta Capecchi, – dopo un periodo complicato che non va imputato a una singola persona, ma a una certa solitudine in cui don Massimo si è trovato ad operare e che ha creato disagio anche agli stessi migranti. Ora c’è una rinascita, un momento importante per Vicofaro che tutti, però, non dobbiamo dimenticare quale era il principio alla base di questa esperienza: quello di una città che accoglie”.

Alla domanda sulla ricollocazione della cinquantina di migranti ancora presenti a Ramini, anche se il problema non tocca direttamente l’Amministrazione comunale, Capecchi ha detto che ne sarà parlato con tutti i soggetti coinvolti, compresa la Asl “ma – ha aggiunto -, mi sembra che Ramini continuerà ad esserci, c’è la disponibilità della chiesa e sicuramente è una situazione gestibile”.

Intanto, mentre la serenità a Vicofaro sembra tornata, c’è da attendere cosa farà don Biancalani e se sarà messa la parola fine ad una vicenda che ha avuto eco in tutta l’Italia.

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