PALERMO (ADNKRONOS) – Una bambina di quattro anni è morta la notte scorsa all’Ospedale civico di Palermo. L’ipotesi della causa di morte è difterite. I genitori no vax, alla nascita, non l’avevano fatta vaccinare. La bambina è arrivata sabato notte all’ospedale Cervello in condizioni disperate, qui è stata intubata, ma viste le sue condizioni è stata trasferita il 15 agosto alla terapia intensiva dell’Ospedale dei bambini di Palermo.
Sentiti dai medici, i genitori, originari dello Zen, hanno raccontato di non avere vaccinato la figlia perché una parente era autistica e temevano che fosse colpa del vaccino. La notte scorsa la morte con ogni probabilità per difterite.
I genitori della piccola ora hanno fatto vaccinare gli altri tre figli.
La procura di Palermo ha aperto un’inchiesta, dopo la segnalazione dell’ospedale civico di Palermo. La procura disporrà l’autopsia sul corpicino che verrà eseguita all’Istituto di medicina legale del Policlinico. I carabinieri hanno già acquisito le cartelle cliniche per ricostruire l’accaduto.
La pediatra della bambina, come apprende l’Adnkronos, aveva lanciato l’allarme. Era stata la stessa pediatra a indicare ai genitori il ricovero della piccola per sospetta difterite.
Il cuginetto di 4 anni della bambina morta a Palermo per difterite è ricoverato all’ospedale dei bambini con gli stessi sintomi della cugina. Ma le sue condizioni, come si apprende, non sono gravi. Il bimbo era stato vaccinato regolarmente. Ecco perché seppure contagiato, spiega all’Adnkronos Domenico Cipolla, il direttore sanitario dell’Ospedale Civico di Palermo, “le sue condizioni non sono gravi”.
Cos’è la ditferite
La difterite è una malattia infettiva acuta e potenzialmente fatale, provocata dal batterio ‘Corynebacterium diphtheriae’. “Una volta entrato nel nostro organismo, questo agente infettivo rilascia una tossina che può danneggiare, o addirittura distruggere, organi e tessuti. Gli organi coinvolti variano a seconda del tipo di batterio: il più diffuso colpisce la gola, il naso e talvolta le tonsille, mentre un altro tipo, presente soprattutto nelle zone tropicali, provoca ulcere della pelle. Più raramente, l’infezione coinvolge la vagina o la congiuntiva”. Lo sottolinea l’Istituto superiore di sanità (Iss) sul proprio sito.
“Per quanto possa colpire a qualsiasi età, la ditferite riguarda essenzialmente i bambini non vaccinati. Nei Paesi con clima temperato, si diffonde durante i mesi invernali”, aggiungono gli esperti. La tossina difterica, oltre a indurre necrosi tessutale locale, può diffondere attraverso il circolo sanguigno e raggiungere organi vitali causando gravi complicanze. Dagli ultimi dati disponibili del ministero della Salute, nel 2022 si sono registrati 3 casi di C. diphtheriae tossigeno, di cui 2 di difterite cutanea e 1 con manifestazione sia respiratoria che cutanea (tutti di importazione). Di questi 2 sono stati confermati microbiologicamente dall’Iss.
Modalità di trasmissione
“La difterite si trasmette per contatto diretto con una persona infetta o, più raramente, con oggetti contaminati da secrezioni delle lesioni di un paziente. In passato, anche il latte non pastorizzato ha rappresentato un veicolo di infezione”, sottolineano.
Segni e sintomi
“Il periodo di incubazione dura da due a cinque giorni. Quando l’infezione riguarda l’apparato orofaringeo, i primi sintomi sono mal di gola, perdita dell’appetito e febbre leggera. Entro due o tre giorni, sulla superficie delle tonsille e della gola si forma una caratteristica membrana grigiastra, dai margini infiammati. Talvolta queste lesioni possono sanguinare e assumere un colore verdastro o nero. Altri sintomi associati all’infezione possono essere gonfiore del collo e ostruzione delle vie respiratorie”.
Generalmente la malattia ha un decorso benigno, ma in alcuni casi possono insorgere complicanze gravi a livello cardiaco: aritmie, con rischio di arresto cardiaco, miocardite, insufficienza cardiaca progressiva. “La difterite – spiega l’Iss – va sospettata nella diagnosi differenziale nelle seguenti patologie: faringiti batteriche e virali, mononucleosi infettiva, sifilide orale, candidosi, angina di Vincent. La diagnosi viene confermata dall’esame batteriologico delle lesioni”.
Trattamento e prevenzione
“Gli individui che sviluppano la malattia vanno trattati immediatamente con l’antitossina e antibiotici (eritromicina o penicillina), quindi messi in isolamento per evitare che contagino altre persone. In genere, già dopo due giorni di terapia non sono più contagiosi”.
La strategia più efficace contro la difterite resta la vaccinazione preventiva. Disponibile fin dal 1920, il vaccino antidifterico contiene la tossina batterica, trattata in modo da non essere più tossica per l’organismo, ma comunque in grado di stimolare la produzione di anticorpi protettivi da parte del sistema immunitario. Solitamente, il vaccino antidifterico viene somministrato in combinazione con quello contro il tetano e contro la pertosse (Dtp). Inoltre, oggi si tende a vaccinare i nuovi nati con il vaccino esavalente, che protegge anche contro la poliomielite, l’epatite virale B e le infezioni invasive da Haemophilus influenzae B. Il vaccino è consigliato a tutti i bambini nel primo anno di vita, a tutti gli adulti non vaccinati e anche ai viaggiatori che si recano nelle zone dove la malattia è endemica.





