SAN MARCELLO – Soprtalluogo all’ospedale Pacini di San Marcello, dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Diego Petrucci, Alessandro Capecchi e Alessandro Tomasi; insieme a loro i consiglieri comunali di Abetone Cutigliano Vanessa Ceccarelli e Alessandro Olioni. Si è trattato di un sopralluogo per verificare il rispetto degli impegni assunti con la Regione nel protocollo firmato nel 2019 firmati dai sindaci con la ASL Toscana Centro. Quel protocollo prevedeva il potenziamento e il rafforzamento dei servizi dell’Ospedale Pacini. È accaduto esattamente il contrario, sostiene Petrucci.
Medici dell’Emergenza-Urgenza: dovevano passare da 6 a 12. Oggi sono meno di quelli previsti e non è mai stato nominato il coordinatore d’Area.
Posti letto: erano 24 e sono stati ulteriormente ridotti a 20.
Attività specialistiche: sono diminuite sia nel numero sia nella frequenza. Non sono più presenti Senologia, Dermatologia, Neurologia e Ginecologia.
Nuova TAC: doveva essere operativa nell’aprile 2020. Non è mai arrivata.
Attività chirurgica: il protocollo prevedeva una presenza 6 giorni alla settimana. Oggi è ridotta a una sola giornata.
Cure palliative: non sono mai stati attivati i due posti letto previsti.
“Di fronte a tutto questo – afferma Petrucci – non possiamo limitarci a prendere atto della situazione. Continuo a ritenere che il protocollo del 2019 fosse un buon accordo, capace di garantire un ospedale sicuro, efficiente e adeguato alle esigenze degli abitanti della Montagna Pistoiese. Fu un errore, allora, che non tutti lo abbiano compreso e sostenuto fino in fondo. Le posizioni critiche di quel periodo contribuirono a indebolire quell’intesa e oggi, purtroppo, ne vediamo le conseguenze. Per questo, insieme ad Alessandro Tomasi e Alessandro Capecchi, vogliamo ripartire da lì: dal rispetto degli impegni già sottoscritti. E mi permetto di rivolgere un appello anche ai Sindaci di oggi: rileggete quel protocollo, verificate ciò che è stato realizzato e ciò che non lo è stato, e facciamo insieme una battaglia per ottenere dalla Regione il rispetto di quegli impegni. Perché difendere il Pacini significa difendere il diritto alla salute e la sicurezza di chi vive nella Montagna Pistoiese”.


