mercoledì, Settembre 23, 2026

Pistoia laboratorio sulla dinamica industriale di Confindustria

PISTOIA – Rientra fra le iniziative del “Laboratorio di Pistoia sulla dinamica industriale”, nato tre anni fa dall’accordo fra  e Fondazione Caript, il seminario degli economisti che nel Laboratorio ha trovato ancora una volta degna collocazione.
Si tratta infatti di un evento che Confindustria Toscana Nord organizza ormai da nove anni, con la partecipazione del Centro Studi Confindustria; la Fondazione mette a disposizione un importante sostegno e  anche per questa edizione l’ha ospitato nella sede dell’Antico Palazzo dei Vescovi a Pistoia. Come al solito fondamentale, per la riuscita del convegno, il supporto di Intesa Sanpaolo.

Da sinistra, Luca Gori e Luca Rossi

La due giorni di approfondimenti del 21 e 22 settembre non poteva che tornare sul complicato quadro socio -politico globale;  il “cielo minaccioso” di cui si parlava l’anno scorso ha posto al centro del dibattito quelle minacce, che si sono in gran parte concretizzate. Per questo motivo, il titolo del  seminario è stato, in continuità con il precedente: “L’Italia e il nuovo (dis)ordine mondiale II”.
Oltre cinquanta economisti si sono interrogati sull’evoluzione del quadro geopolitico dell’area mediterranea in una prospettiva storica e sul posizionamento del nostro Paese, su come l’Italia partecipi alle catene di produzione internazionali e sul grado di dipendenza produttiva da altri sistemi industriali.
Tra i temi all’attenzione degli economisti, l’inedita debolezza demografica dell’Europa a confronto con la crescita della popolazione di molti paesi che si affacciano sul Mediterraneo, la generazione valore aggiunto e la sua redistribuzione nelle filiere italiane, la crescita straordinaria della Cina – non solo in termini quantitativi, ma di politiche industriali, l’impatto dell’interruzione delle rotte commerciali marittime italiane con l’area MENA (Middle East and North Africa) e, non ultimo, l’effetto distorsivo della concentrazione della ricchezza in imprese globalizzate che da sole valgono più di alcuni stati, e di come questo incida sulla efficacia delle politiche industriali nazionali.
Potrebbero sembrare temi altissimi ed astratti, alla luce della riconfigurazione degli scambi internazionali tra i diversi blocchi mondiali e su cui è legittimo chiedersi se il nostro Paese abbia la forza di esprimere una posizione; ma, allo stesso tempo, interrogandosi su come poter affrontare i problemi sostanziali per dare una possibile prospettiva di sviluppo all’Italia e alla sua economia.
Sono riflessioni emerse anche recentemente, nel corso dell’assemblea annuale di Confindustria Toscana Nord. Le politiche industriali da mettere in atto, ora più che mai, hanno bisogno di conoscenze e competenze  per accompagnare l’evoluzione del sistema economico produttivo di fronte alle sfide di oggi: dalla digitalizzazione alla sostenibilità al contesto geopolitico così incerto che mette continuamente in discussione i mercati, energia, materie prime, rotte internazionali. Scelte da fare e rotte da segnare, in maniera decisa e tempestiva.
Luca Rossi (direttore di Confindustria Toscana Nord) così commenta il seminario: ” La nostra area di Lucca Pistoia e Prato è ancora una volta un caso emblematico: esprime un’economia poliedrica, e quindi  complessa in un territorio tutto sommato piccolo ma aperto al mondo: un interessante punto di osservazione per gli economisti che di nuovo si danno appuntamento a Pistoia, apprezzandone l’ospitalità. Il seminario costituisce un’occasione preziosa che arricchisce la comunità degli esperti di economia industriale di spunti e occasioni di riflessioni condivise; pertanto dobbiamo ringraziare chi, come Fondazione e Intesa Sanpaolo, da subito ha creduto in questo laboratorio di idee, e l’hanno reso possibile, facendolo affermare nel panorama degli studi economici e di politica industriale”.

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