di Marcello Paris
PISTOIA – In occasione del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, la sezione Fidapa di Pistoia (Federazione italiana donne affari professioni arte) propone un viaggio iconografico dedicato alla Fata dai capelli turchini, quale figura centrale ed emblematica del capolavoro collodiano.

Il progetto è stato suggerito dalla socia Carla Lomi e fatto proprio dalla presidente Eleonora Santatanni e dal Consiglio direttivo che sfocerà in una mostra ed un convegno al Museo civico del comune di cui parleremo nei prossimi giorni.
Lomi, studiosa e scrittrice di favole prese dal Medioevo fino ai nostri tempi, definisce la Fata turchina, unica figura femminile del romanzo, “presenza benefica a fianco del protagonista, nelle sue sfide e fatiche, nell’incontro con il male e la morte, nelle avventure in cui si rispecchia la nostra umanità“.
In attesa della mostra e del convegno, Fidapa ha coinvolto Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca) per letture su Pinocchio dedicate a bambini e ragazzi.

L’iniziativa ha preso il via nell’antico Palazzo dei Vescovi di piazza del Duomo con bambini di quattro e cinque anni della scuola dell’infanzia Marino Marini per poi proseguire con i ragazzi della scuola superiore Einaudi.
Indire ha nei suoi progetti anche quello regionale “Leggere Forte“, realizzato per promuovere la lettura ricreativa senza il vincolo della valutazione ed abituare alla confidenza con i libri considerato che non tutte le famiglie sono in grado di farlo.
Per la circostanza sono intervenute tre “lettrici” (nella foto con Lomi e Santanni): Rachele Borgi, Loredana Canizzi, Claudia Chellini.
Le abbiamo incontrate per chiedere su quali passi del racconto di Pinocchio si sarebbero soffermate e, più in generale, quali sono le risposte alle loro letture.
Per i più piccoli sono stati scelti i primi tre capitoli mettendo l’accento sulla malattia di Pinocchio e la ritrosia a prendere la medicina perché amara, poi l’uovo dal quale scappa l’uccellino lasciando il povero burattino senza pasto. La risposta alla lettura, ci hanno detto, si può considerare magica perché si riscontra una grande attenzione anche quando, soprattutto i bambini, sembrano distratti ma alle domande su quanto hanno ascoltato rispondono positivamente. Per i più grandi l‘attenzione è posta sulla Fata come guida ed educatrice nell’alternare punizioni e comprensione e il valore da dare al lavoro e allo studio,
Oltre a questo, ci dice Carla Lomi, la Fata è da interpretare come donna emancipata ed autonoma che vive da sola, insomma appartiene a se stessa. “Un incontro tra natura e cultura, femminile e maschile che spezza le barriere tra mondi ritenuti opposti e invalicabili“.







