POGGIO A CAIANO – “L’assemblea convocata del PD Poggio sulla vicenda del parco del Bargo ha fornito l’occasione per fare chiarezza rispetto alla narrazione che l’Amministrazione comunale aveva fatto circolare con uno scopo smaccatamente strumentale”, si legge in una nota del Pd poggese.
Ha permesso, affermano, di dimostrare che, a partire dal 1 gennaio 2013, non c’è stata nessuna occupazione abusiva o senza titolo del parco. Come dimostra, infatti, la corrispondenza fra Comune e Agenzia del Demanio, a partire dall’ottobre 2012, vista la volontà dell’Amministrazione comunale di acquisire il Bargo (oltre al Podere Le Buche con l’oasi apistica e alla Palazzina Reale, sede
del Municipio) attraverso il procedimento del federalismo demaniale, il Demanio ne consentiva l’uso a fronte del pagamento di una indennità di occupazione e della manutenzione, regolarmente effettuata negli anni di utilizzo.
Quindi: nessuna occupazione indebita, ma un uso a beneficio di tutti, in cambio di un’indennità e della manutenzione. Questo è un dato di fatto, sostiene il Pd.
“La stessa narrazione proveniente dall’attuale amministrazione ha provato a far credere che il mancato pagamento dell’indennità di occupazione degli anni 2019-2023 avrebbe generato un debito che ha portato a un preavviso di ipoteca nei confronti del Comune. La corrispondenza intercorsa in quegli anni fra Comune e Agenzia del Demanio (frutto di un’interlocuzione seria e costante) dimostra, invece, che i due enti avevano concordato la sospensione di quel pagamento in attesa del perfezionamento della pratica di federalismo demaniale finalizzata all’acquisizione del Bargo da parte del Comune. Al momento del passaggio di proprietà sarebbe stata effettuata la compensazione fra le somme dovute dal Comune e l’ammontare degli interventi da questi effettuati”.
Per perseguire questo risultato l’amministrazione Puggelli aveva avviato (con delibera di Giunta adottata nel 2022) la progettazione necessaria al perfezionamento della pratica, avviando, fra l’altro, l’accatastamento dell’immobile e acquisendo anche gli esiti positivi delle verifiche di vulnerabilità statica e sismica dell’edificio: nel 2023 all’amministrazione Palandri veniva lasciato, quindi, un procedimento praticamente concluso.
E’ stata la sostanziale rottura del rapporto di collaborazione fra i due enti, avvenuta nel 2024 (sindacatura Palandri) e la comunicazione al Demanio che il Comune non era in grado di procedere sulla strada dell’acquisizione che ha spinto il Demanio a richiedere il pagamento delle somme arretrate, con l’iscrizione a ruolo e il successivo preavviso di ipoteca.
“La scelta dell’Amministrazione Palandri di non volere investire sulla valorizzazione del parco (frutto di una mancanza di
sensibilità verso il benessere ambientale) – prosegue la nota del Pd – e l’incapacità di intrattenere con l’Agenzia del Demanio un rapporto proficuo ha portato alla situazione attuale. Potrà non piacere a qualcuno, ma anche questo è un dato di fatto. Fortissima, poi, è stata la condanna che è emersa dall’assemblea nei confronti della delibera che la Giunta Palandri ha adottato il 3 giugno scorso e con la quale, dichiarando fra l’altro che il Comune non sta utilizzando il Parco del Bargo, l’Amministrazione comunale ha deciso di restituirlo alla piena e completa disponibilità dell’Agenzia del Demanio. Una condanna ferma, sia per il merito della scelta che, unita al divieto di accedere alla quasi totalità del parco, si traduce in una vera e propria sottrazione di benessere per la comunità di Poggio e per tutti i frequentatori dell’area, sia per averla perseguita senza un confronto con la cittadinanza, volto a comprenderne le effettive esigenze. Poco credibili sono apparsi i tentativi degli attuali amministratori di tranquillizzare gli animi con la promessa di una nuova
convenzione che consenta di utilizzare il parco: è stato fatto notare, a questo proposito, che non solo non esistono atti a supporto di questa volontà, ma anche come questa promessa sia in fortissimo contrasto con la volontà espressa nella delibera del 3 giugno e con lo stato di degrado e abbandono in cui il parco è stato ridotto. Da qui è nata la richiesta di dare avvio ad una raccolta firme che chiedesse al Sindaco di mettere in atto le azioni necessarie per la completa riapertura del parco e di recedere dalla decisione di restituirlo al Demanio”.
A sostegno di questa richiesta sono state raccolte e presentate al protocollo del Comune 438 sottoscrizioni di cittadini di Poggio e altri frequentatori del parco, che con serietà e dignità si sono
presentati ai punti di raccolta, testimoniando interesse per la vicenda e un forte legame fra la comunità e questo importantissimo polmone verde diventato negli anni l’elemento
centrale del sistema del verde del nostro territorio.
La presenza fra i sottoscrittori anche di persone non residenti a Poggio rende bene l’idea dell’importanza che il parco ha nella considerazione dei frequentatori degli spazi verdi della piana.
Il Bargo è una risorsa, ambientale, storica, culturale e paesaggistica, che i cittadini sentono come propria e di cui chiedono di poter riprendere la piena fruibilità.



