PISTOIA – Una complessiva analisi a trecentosessanta gradi sulla sicurezza in città, con approfondimenti specifici zona per zona e proposte condivise volte al miglioramento delle condizioni di decoro urbano nelle aree critiche: questo il focus della seduta odierna del ‘Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica’, che si è riunito in Prefettura alla presenza del Sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi, e dell’Assessora alla Sicurezza urbana, Olimpia Banci.

In apertura di seduta, il Prefetto Angelo Gallo Carrabba ha svolto un’ampia relazione sulle condizioni della sicurezza nel Capoluogo, sulle azioni di prevenzione e controllo condotte nelle aree critiche e sui risultati che ne sono conseguiti. Bilancio anche dei diversi strumenti che sono stati già attivati (e su quelli che potranno esserlo nel breve periodo) per innalzare il livello di efficacia complessiva delle strategie messe in campo.
Condividendo l’analisi emersa, il Sindaco Capecchi e l’Assessora Banci, da parte loro, hanno evidenziato l’impegno dell’Amministrazione per intervenire anche sulle cause, e non solo sugli effetti, delle situazioni di marginalità e sofferenza sociale che possono alimentare alcune sacche di disagio e degrado urbano, accompagnando ed incentivando i progetti dell’associazionismo e le esperienze di cittadinanza attiva che possono contribuire a migliorare la vivibilità dei luoghi pubblici.
Piena sintonia si è registrata intorno all’ipotesi, illustrata dall’Assessora Banci, di un intervento per aggiornare ed attualizzare i regolamenti comunali di Polizia urbana per consentire una maggiore tutela del decoro in alcune aree di pregio della città, come la Galleria Nazionale.
Nello spirito di un costante scambio di informazioni e valutazioni, sono state poi annotate alcune segnalazioni, raccolte dall’amministrazione comunale nel rapporto diretto con la cittadinanza, sulle quali verranno programmate opportune attività di verifica e vigilanza da parte delle forze di polizia. Anche il Presidente della Provincia, Luca Marmo, non ha fatto mancare il proprio contributo anche sulla base di quanto emerso nel rapporto con i vertici di alcuni istituti scolastici superiori della città.







