BOLOGNA (ANSA) – Garantire connessioni adeguate anche nei territori a minore densità abitativa, condizione fondamentale per lavorare, studiare, fare impresa e accedere ai servizi.

Con questo obiettivo si è svolto il primo di una serie di incontri di ascolto con gli amministratori dell’Appennino emiliano-romagnolo promossi dall’assessora regionale all’Agenda digitale, Elena Mazzoni, che ha raccolto le preoccupazioni espresse dai Comuni sul completamento degli interventi e sul rischio che le aree collinari e montane restino penalizzate.
Durante l’incontro è stato fatto il punto sulle diverse situazioni territoriali della montagna bolognese per digitale e banda ultra-larga e sono state fornite, Comune per Comune, schede aggiornate sullo stato di avanzamento dei lavori, sugli interventi già conclusi, su quelli ancora in corso e sulle criticità da affrontare.
“Le infrastrutture digitali – ha sottolineato l’assessora Mazzoni – sono infrastrutture essenziali, soprattutto nelle aree montane, dove possono ridurre le distanze, sostenere le attività economiche e facilitare l’accesso ai servizi.
Continueremo a lavorare insieme ai sindaci, Comune per Comune, per accompagnare il completamento degli interventi, affrontare le criticità ancora aperte e valorizzare pienamente le infrastrutture già realizzate. Questo è l’inizio di un percorso di ascolto con i territori che proseguirà anche nei prossimi mesi”.
Regione e Lepida stanno seguendo con continuità l’attuazione degli interventi, mantenendo il confronto con Open Fiber e accompagnando gli enti locali nella gestione delle problematiche che emergono sui territori. Dei 20 Comuni analizzati da Open Fiber, 8 risultano in vendibilità attiva, 4 in vendibilità passiva; 5 Comuni sono invece ancora da attivare, mentre 3 risultano collegati tramite tecnologia Fwa (Fixed wireless access).










