di Stefano Di Cecio
Lucca – 28 settembre 2026 – Domenica sera il Lucca Film Festival ha proceduto alla consegna del Premio alla Carriera al regista, sceneggiatore e artista statunitense Julian Schnabel, che ha presentato al pubblico di Lucca, come evento speciale realizzato in collaborazione con Netflix, il suo ultimo film, In the hand of Dante presentato lo scorso anno fuori concorso alla mostra del cinema di Venezia. Oggi, al cinema Astra, il regista è stato protagonista di una masterclass aperta al pubblico, ed è in corso una retrospettiva della sua filmografia, che comprende film quali Basquiat, Lo scafandro e la farfalla, Miral, Prima che sia notte e Van Gogh sulla soglia dell’eternità. In pratica, se si esclude il documentario Berlin la rassegna comprende tutti i suoi lavori come regista. Schnabel inizia la sua carriera artistica nel 1975 come pittore e scultore, nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti e alcune delle sue opere sono esposte in numerosi musei del mondo, come il MoMa di New York, il centro Pompidou di Parigi ma anche in Italia ed in particolare Bologna e il Pecci di Prato. Sì perchè adora l’Italia,

“La prima volta sono venuto a Lucca nel 1977, senza soldi in autobus, poi ovviamente sono andato a Milano, Firenze Siena, Pisa, e Roma, a scoprire i quadri di Caravaggio e Piero della Francesca, qui mi sento veramente a casa”. Torniamo al cinema, il suo film Basquiat a Lucca è stato proiettato in bianco e nero anche se in origine il film è a colori, lui ci spiega il perchè: “In occasione dell’anniversario di 20 anni dall’uscita del film, è stato deciso di proiettarlo su di un muro vicino a casa mia ma il proiezionista non sapeva far funzionare il proiettore e di conseguenza l’ha proiettato in bianco e nero. La cosa però mi è piaciuta perchè così il film ha assunto toni più drammatici e più fedeli al personaggio, così quando è stato rimasterizzato, ho deciso di farlo in bianco e nero”. Dicevamo pochi film al suo attivo come regista, non si può però non notare il successo che hanno ricevuto a livello internazionale, nel 2000 il leone d’argento alla mostra del cinema di Venezia per Prima che sia notte, il “Prix de la mise in scene” al festival di Cannes per lo Scafandro e la farfalla nel 2007 e, sempre per lo stesso film nel 2008 il Golden Globe negli USA e la candidatura all’Oscar. Non si può nemmeno non notare i grandi attori dello star system internazionale che hanno preso parte alle pellicole, parliamo di attori del calibro di Oscar Isaac, Gerard Butler, Al Pacino, John Malkovich, Martin Scorsese, Jason Momoa, Franco Nero, Christopher Walken, Willem Dafoe o cantanti come David Bowie e tanti altri.
Quindi gli abbiamo chiesto se si è trattato solo di pagare un alto budget o qualcos’altro e ci ha risposto così: “Mi sono sentito molto onorato che quelle persone volessero lavorare con me; dopotutto, quando si vuole lavorare con un artista, spesso lo si fa gratis. Johnny Depp ha lavorato gratis per *Prima che sia notte*. Anche Franco Nero ha partecipato: Marlon Brando gli aveva detto che, se non poteva essere la star del film, avrebbe dovuto accettare un ruolo minore. Christopher Walken, Willem Dafoe, Gary Oldman: conoscevano i miei dipinti ancor prima che iniziassi a fare cinema, e apprezzavano la mia arte. È stato fantastico. Basquiat è costato 6 milioni di dollari, per la musica ho usato un pezzo dei Rolling Stones, “The Last Time”, il loro è stato un gesto di grande generosità, abbiamo pagato 5.000 dollari per i master e altrettanti per i diritti editoriali ed hanno reso possibile la realizzazione del film.

All’epoca, nessuno aveva mai sentito parlare di Jeffrey Wright (il protagonista del film), volevano Lenny Kravitz per la parte; lui è venuto a trovarmi — siamo molto amici, ci conosciamo da anni — ma volevano che fosse lui a interpretare Jean-Michel. Io invece non volevo pregiudizi legati a una celebrità, volevo che il pubblico non avesse idee preconcette, dato che Basquiat era sconosciuto. Se a interpretare Andy Warhol fosse stato David Bowie, ti saresti chiesto: è Andy Warhol che interpreta David Bowie o David Bowie che interpreta Andy Warhol? Sono stato molto fortunato. Penso a Javier Bardem, nessuno negli Stati Uniti lo conosceva quando ho girato *Prima che sia notte*. Volevo fare un film su un omosessuale cubano anticastrista con uno sconosciuto spagnolo, Javier Bardem. Nessuno voleva farlo. Ma un mio amico mi ha prestato 9 milioni di dollari e ho realizzato il film ed è stato candidato all’Oscar. La cosa bella del cinema è che puoi lavorare con persone capaci di fare cose che tu non sai fare. Prendiamo Jason Momoa: lo adoro. Non credo nemmeno sapesse esattamente cosa volessi che facesse nel film, eppure l’ha fatto. Quando è arrivato sul set, non era previsto che avesse con sé un kit per manicure per tagliarsi le unghie; avrebbe potuto comportarsi in modo diverso, magari aggressivo, ma ho trovato una location perfetta: l’isola di Sant’Andrea, vicino a Venezia. Avevo trovato questa stanza e, quando lui è arrivato tirando fuori quel piccolo kit per tagliarsi le unghie, ho pensato: “Fantastico. Ottima idea”. Un tipo imponente come lui… ha una presenza scenica incredibile, riesce a rendere interessante qualsiasi cosa faccia, anche solo con un gesto o un’espressione. E poi c’è la collaborazione con gli altri: loro apportano qualcosa di unico, qualcosa che io non potrei mai fare da solo. Penso a Benicio del Toro: potrebbe leggere l’elenco del telefono e risulterebbe comunque affascinante. E poi Christopher Walken. Sono stato davvero fortunato a poter lavorare con persone di grande talento che desideravano collaborare con me. Penso a Tom Waits. Abbiamo presentato *The Hand of Dante* a Sonoma; sua moglie è una persona molto divertente. Kathleen scrive musica insieme a lui, ma durante il film Tom era seduto accanto a me. Il fatto che Martin Scorsese abbia voluto interpretarmi nel film è un grande complimento; credo che lui ritenga che io abbia creato un mio linguaggio cinematografico personale. In realtà, non so bene cosa stessi facendo; una volta qualcuno mi ha chiesto quale fosse la mia tecnica. C’è una battuta in *Apocalypse Now* in cui Marlon Brando chiede a Martin Sheen: “Cosa ne pensi del mio metodo? È strano?”, e lui risponde: “Non vedo alcun metodo qui, signore”. Ecco, non conoscerei un altro metodo: agisco in modo spontaneo.









