martedì, Settembre 29, 2026

In Toscana -20% raccolto mele, pesano i cambiamenti del clima e l’aumento costi

FIRENZE (Ansa) – Dai meleti della golden rouge Valdichiana alla mela rotella in Lunigiana è iniziata la raccolta del ‘frutto dell’Eden’ anche in Toscana.

Le gelate tra marzo ed aprile e le eccezionali temperature estive e gli attacchi in serie di insetti e funghi, si spiega in una nota, hanno inciso sul normale ciclo vegetativo delle piante riducendo produzione e pezzature.

È la stima dei produttori raccolta da Coldiretti Toscana, quando la raccolta è entrata nel vivo, con la produzione che dovrebbe scendere sotto i 150mila quintali, in calo di circa il 20% rispetto alla stagione precedente.
“L’andamento climatico non è stato favorevole per le mele e la frutticoltura in generale nella nostra regione – spiega in una nota la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani -.
E’ stata un’annata impegnativa in campo, con tanti imprevisti, così come fuori dal campo. L’esplosione dei costi di fertilizzanti e del gasolio, aggravata dalle tensioni nel canale di Hormuz, appesantisce un quadro già complicato in un contesto climatico sempre più imprevedibile impattando su produttività e sostenibilità economica”.

La Valdichiana si conferma la Fruit Valley della Toscana: più di un meleto su due – circa 400 ettari – si trova in quest’area della regione dove la diga di Montedoglio assicura l’acqua necessaria a sostenere il regolare processo vegetativo delle piante. La mela è il frutto, tra i cosiddetti “polposi”, più diffuso in Toscana con 700 ettari seguito da susine (402 ettari), pesche (379 ettari), pere (369 ettari) e albicocche (180 ettari). A fianco delle varietà più richieste dal mercato – golden, fuji, gala, stayman – gli agricoltori toscani stanno rilanciando con successo alcune delle cultivar antiche. Sono 13 le varietà di mele inserite nella lista dei Prodotti agricoli tradizionali salvate dai contadini custodi. Tra i più noti ci sono la mela rotella della Lunigiana, la senese mela roggiola, la mela muso di Bue che si coltiva nei pascoli di Zeri, alla mela nesta conosciuta fin dai tempi dei romani e la mela binotto apuana.

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