venerdì, Ottobre 2, 2026

Pieve a Nievole, tutti d’accordo in Consiglio comunale sul contrasto alla violenza


PIEVE A NIEVOLE – Il Consiglio comunale di Pieve a Nievole ha affrontato il tema della prevenzione della violenza di genere a seguito di una mozione presentata dai gruppi consiliari di opposizione Centro Destra per Pieve e Gruppo Misto, dedicata alla promozione e alla diffusione sul territorio del “Signal for Help”, il gesto internazionale attraverso il quale una persona in situazione di pericolo può chiedere aiuto silenziosamente.

Il Comune di Pieve a Nievole

La mozione prende spunto anche dal grave episodio avvenuto recentemente a Firenze, dove una giovane di 18 anni, in una situazione di pericolo all’interno di un esercizio commerciale, è riuscita a richiamare l’attenzione di un passante anche attraverso il “Signal for Help”, consentendo l’attivazione dei soccorsi.

L’Amministrazione comunale ha condiviso l’importanza di far conoscere questo strumento e di accrescere la capacità della comunità di riconoscere una richiesta di aiuto. Allo stesso tempo, per voce dell’assessore alle Pari Opportunità Abel Pellegrini, ha proposto di ampliare significativamente l’impostazione della mozione, affiancando agli strumenti di intervento nelle situazioni di pericolo un investimento altrettanto forte sulla prevenzione, sull’educazione e sulla costruzione di relazioni sane.

L’emendamento proposto dall’Amministrazione è stato accolto da tutti i gruppi consiliari, compresi i promotori della mozione, consentendo l’approvazione condivisa dell’atto.

In particolare, l’integrazione impegna a promuovere il miglioramento della normativa nazionale sul tema e, soprattutto, rafforza il ruolo dell’educazione dei giovani rispetto al consenso, alle relazioni sane e al riconoscimento dei primi comportamenti di controllo e possesso, introducendo e sostenendo percorsi di educazione sesso-affettiva nelle scuole.

“Conoscere un gesto che può consentire a una persona di chiedere aiuto è importante e può fare la differenza. Ma come istituzioni abbiamo il dovere di lavorare anche molto prima che si presenti una situazione di pericolo – sottolinea l’assessore alle Pari Opportunità Abel Pellegrini –. Vogliamo contribuire a costruire una comunità nella quale, soprattutto tra i più giovani, siano chiari il significato del consenso, il rispetto della libertà dell’altra persona e la differenza tra affetto e possesso. Dobbiamo fornire strumenti per riconoscere fin dall’inizio quei comportamenti di controllo, pressione e prevaricazione che non possono essere considerati normali all’interno di una relazione”.

Per l’Amministrazione, infatti, il contrasto alla violenza non può esaurirsi nella pur fondamentale capacità di riconoscere l’emergenza e intervenire quando una persona è già in pericolo. La sfida più profonda è culturale ed educativa: creare le condizioni affinché determinati comportamenti vengano riconosciuti, prevenuti e contrastati prima che possano degenerare.

In questo percorso assume un ruolo centrale l’educazione sesso-affettiva, intesa non semplicemente come trasmissione di informazioni, ma come educazione alla consapevolezza di sé e degli altri, al rispetto dei confini personali, al consenso, alla parità, alla gestione delle emozioni e alla costruzione di rapporti fondati sulla reciprocità.

Particolare attenzione sarà quindi rivolta alle nuove generazioni e alla collaborazione con il mondo della scuola. L’obiettivo è offrire ai ragazzi e alle ragazze strumenti culturali che li aiutino a costruire relazioni libere e rispettose e, allo stesso tempo, a riconoscere stereotipi, discriminazioni, dinamiche di possesso e comportamenti che limitano la libertà altrui.
“Una società davvero inclusiva – conclude Pellegrini – non è soltanto quella che sa intervenire quando si verifica una violenza. È quella che educa le persone a rispettarsi, che insegna ai giovani che nessuno possiede nessuno e che rende ciascun cittadino più consapevole dei propri diritti e di quelli degli altri. Diffondere il Signal for Help significa sapere cosa fare di fronte a una richiesta di aiuto; educare al rispetto, al consenso e alle relazioni sane significa lavorare perché quelle richieste di aiuto siano sempre meno necessarie”.

L’approvazione condivisa della mozione emendata rappresenta così un impegno del Consiglio comunale su due fronti complementari: rafforzare la capacità della comunità di riconoscere e affrontare le situazioni di pericolo e investire sulla prevenzione culturale ed educativa, affinché rispetto, libertà, consenso e inclusione diventino elementi strutturali della formazione delle nuove generazioni.

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