di Alessandro Grassini*
PISTOIA – Darò dei numeri che non sono certo i numeri del Lotto e neanche della tombola, come potrebbe pensare il nostro governo italiano. Questa è l’età delle persone che sono morte tra il 30 settembre e il primo ottobre. Sono sei in totale: 43, 60, 53, 59 e 42. Queste sono persone che non fanno più ritorno alle proprie famiglie. E se noi moltiplichiamo i 4 morti al giorno che abbiamo solamente in Italia per quanto riguarda il lavoro, lo moltiplichiamo per 365 giorni l’anno, scopriremo che è un vero dramma, una vera catastrofe.
Quindi, a tutti gli effetti, una guerra. Ma una guerra dichiarata da chi? Perché non ci sono mai i colpevoli, sono considerate”morti bianche” e i passaggi in TV o nei media meno di un minuto. Questo non porta certo a delle soluzioni. Ma le soluzioni non le porta neanche il governo, perché il governo l’unica risposta che dà è l’innalzamento dell’età pensionistica, i lavori dati in appalto, subappalto e a cascata, e non considerando poi il lavoro nero e il lavoro sommerso, scopriremo che questi sono veri e propri drammi.
Cosa si fa? Non si investe sulla sicurezza. Non si investe sugli ispettori che vanno a fare proprio il controllo, non si investe su coloro che devono vigilare continuamente, perché i morti non fanno profitto, i morti non votano. Questa è, secondo me, la risposta che il governo può dare oggi e che continua a dare. Non fa certo altri passi in avanti che possano essere investimenti reali sulla sicurezza, premiando quelle aziende che già da oggi fanno sicurezza, perché facendo e inculcando la cultura della sicurezza si fa profitto. Il danno stesso, il morto, l’infortunato, costa alla società, all’intera società e collettività.
Però tutto questo non lo possiamo certo inculcare se non c’è quella cultura immediata. Allora cos’altro aggiungere? Si aggiunge che ogni giorno assisteremo… oggi è toccato a Pistoia… Posso dire che i dati sono drammatici, basta solo dire che dall’inizio dell’anno a oggi, in data primo ottobre, sono 935 i morti sul lavoro in tutta Italia, e sono 72 in Toscana.
Continuiamo pure con questo bollettino. Dai, ce la faremo! Ce la faremo a superare i 1000 anche quest’anno, e poi cosa facciamo? Puntini, puntini… Nostra associazione ANMIL, l’11 ottobre ne parleremo come giornata appunto dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro, come ogni seconda domenica d’ottobre dedicheremo quella giornata a “Potrebbe essere chiunque”, potrebbe toccare a chiunque.
È un programma che svolgeremo a Larciano e lì ci sarà… e allegherò anche l’invito. Ne proviamo a parlare, ma guardate bene, ne parliamo 365 giorni. Noi affrontiamo quotidianamente l’infortunato, la vittima, il superstite, e in più ci sentiamo sbattere la porta in faccia dalle istituzioni. Non ho altro che dire, perché non trovo più parole che non quelle consuete.
Il totale di settembre sale così a 100 vittime, mentre il contatore dell’anno segna 935 lavoratori morti (92 in più dello stesso periodo del 2025, 3,4 la media giornaliera). In Toscana 70.
*Presidente territoriale Pistoia e Presidente regionale di ANMIL










