PISTOIA – Quattro giorni, trenta ospiti e quindici appuntamenti per la seconda edizione della rassegna “Zona d’Ombra: storie, trame, narrazioni”, che torna a Pistoia dal 22 al 25 ottobre. La manifestazione, inserita nel programma di Pistoia Capitale italiana del Libro, quest’anno avrà come filo conduttore il tema della tutela delle fasce sociali più deboli.
Dalle vicende di cronaca nera a quelle di guerra, dai casi che per decenni hanno richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica, alimentato dibattiti e ispirato libri e film premiati, fino ai grandi processi penali: lontano dal sensazionalismo e nel rigoroso rispetto delle competenze e delle valutazioni di professionisti del settore, narratori e divulgatori, anche in questa seconda edizione, dopo quella di debutto dello scorso ottobre, Zona d’Ombra si propone di analizzare e approfondire i grandi fatti di cronaca. Un percorso che significa anche interrogarsi sulla società, sulle responsabilità individuali e collettive, sulla capacità di riconoscere la violenza e di comprendere i meccanismi che la alimentano, con particolare attenzione alla necessità di proteggere chi è più esposto e vulnerabile.
Da questa riflessione nasce “Zona d’Ombra: storie, trame e narrazioni”, promossa dall’Associazione “Storie, trame e narrazioni ODV”, presieduta dallo scrittore e criminologo Antonio Fusco, direttore scientifico della manifestazione.

La rassegna propone quattro giornate di incontri, teatro, cinema, fotografia e formazione: trenta ospiti distribuiti in quindici appuntamenti a carattere diffuso, che si svolgeranno in spazi diversi della città come il Teatro Mauro Bolognini, Palazzo De’ Rossi, la Biblioteca San Giorgio e il Palazzo comunale.
Il tema centrale di questa seconda edizione è racchiuso nel versetto “salvate il debole e l’indigente, liberatelo dalla mano dei malvagi” (Salmo 82,4): al centro della riflessione saranno le donne e i minori vittime di violenza, i bambini travolti dalle guerre, le famiglie delle persone scomparse, gli orfani e i genitori che devono ricostruire la propria esistenza dopo un femminicidio. Il programma affronterà anche il disagio giovanile, le dinamiche del branco e alcuni dei casi più discussi della cronaca italiana.
A ricostruire le vicende saranno magistrati, investigatori, giornalisti, fotoreporter, studiosi e testimoni diretti. Un confronto fondato sui fatti documentati, sulle competenze e sul rispetto delle persone coinvolte, per offrire al pubblico strumenti di comprensione e occasioni di approfondimento.
“Lo spirito che ci guida è sempre lo stesso – ha dichiarato il direttore scientifico Antonio Fusco – parlare della cronaca, dell’attualità, del giornalismo investigativo e dell’inchiesta con un taglio professionale senza indugiare nel sensazionalismo, sempre con un approccio rispettoso delle vittime. È una rassegna che, visto il successo della prima edizione, abbiamo voluto riproporre in una forma ancora più articolata e ricca di appuntamenti, utilizzando anche linguaggii diversi come la narrativa e il teatro, e cercando di sviluppare una rete di collaborazioni con altri soggetti interessati”.
L’apertura della rassegna sarà dedicata agli studenti delle scuole superiori. Giovedì 22 ottobre, alle 9.30, al Piccolo Teatro Mauro Bolognini, sarà proiettato “40 secondi”, il film di Vincenzo Alfieri sull’omicidio di Willy Monteiro Duarte. Seguirà un dibattito con Gemma Gualdi, già sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano, moderato da Alessandra Pasquali. La vicenda offrirà il punto di partenza per riflettere sulla violenza di gruppo, sulla responsabilità dei singoli e sulle conseguenze umane e giudiziarie di un gesto.
La sera, alle 21.00, lo stesso teatro ospiterà “Il caso Migliorini”, adattamento teatrale e regia di Antonio Fusco, tratto da un saggio di Rosa Cirone e realizzato in collaborazione con l’associazione Progetto Teatro Pistoia di Monica Menchi. Attraverso gli atti conservati nell’Archivio di Stato di Pistoia, lo spettacolo riporterà alla luce il femminicidio di Maria Betti, uccisa nel 1836. Una vicenda lontana quasi due secoli che restituisce alla città una pagina della propria storia e interroga il presente sulla persistenza della violenza contro le donne.
La mattina di venerdì 23 ottobre, nel Saloncino della Musica di Palazzo De’ Rossi, si svolgerà il seminario formativo “Criminogenesi e criminodinamica nella violenza di genere”, riservato ad avvocati, forze dell’ordine e assistenti sociali, con registrazione dei partecipanti alle 9.30 e apertura dei lavori alle 10.00.
Il confronto seguirà l’intero percorso della violenza: i fattori di rischio e i segnali precoci, le misure di prevenzione e protezione, il procedimento giudiziario, il trattamento degli uomini maltrattanti e le conseguenze del reato sulle vittime e sui loro familiari. Interverranno Elisabetta Pini, Alessandro Miconi, Chiara Contesini, Cecilia Turco, Stella Cutini e Matteo Marini. A moderare e concludere sarà Raffaele Marino, già procuratore della Repubblica. Il seminario è realizzato con l’Ordine degli Avvocati di Pistoia, l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia e il Centro Antiviolenza “Aiutodonna” della Società della Salute Pistoiese.
Nel pomeriggio inizieranno i panel all’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio. Alle 16.00, “Le vittime senza voce. L’infanzia sotto le bombe” porterà l’attenzione sui bambini coinvolti nei conflitti, attraverso l’esperienza del fotoreporter Livio Senigalliesi e della giornalista Anna Pozzi.
Alle 17.00, “Quello che resta. Vite dopo il femminicidio” affronterà il dolore e i percorsi di ricostruzione di chi sopravvive, con la giornalista e scrittrice Irene Vella e Vera Squatrito, madre di Giordana Di Stefano e impegnata nella tutela degli orfani speciali.
Alle 18.00, il sociologo Franco Prina e Roberta Pieri, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, discuteranno di “Baby gang. Disagio e violenza giovanile”, per comprendere le radici delle condotte violente e le possibili risposte di famiglie, scuola e istituzioni.
Sabato 24 ottobre l’Auditorium Terzani ospiterà una giornata interamente dedicata all’approfondimento.
Alle 10.00, “Elisa e le altre: le vite sospese” racconterà le persone scomparse e l’impegno delle famiglie che continuano a cercarle, con Emanuela Zuccagnoli, presidente nazionale di Penelope Italia, e Daica Rometta, presidente e avvocata di Penelope Toscana.
Alle 11.00, “La Banda della Uno Bianca. I delitti, le indagini, le responsabilità” riunirà il giornalista Paolo Soglia e Alberto Capolungo, presidente dell’Associazione vittime della Uno Bianca, per ripercorrere una delle vicende più inquietanti della storia criminale italiana e le ferite che ha lasciato.
Alle 12.00, lo sguardo tornerà a Pistoia con “L’infanzia violata. Il caso dell’asilo Cip & Ciop. Cosa è cambiato da allora?”. Ilaria Maggi, fondatrice dell’associazione La Via dei Colori, Antonio Fusco, che da capo della Squadra Mobile di Pistoia diresse le indagini, e Alberto Russo, avvocato di parte civile nel processo, si confronteranno sulla tutela dei bambini e sul riconoscimento dei segnali di maltrattamento.
Il programma riprenderà alle 16.00 con “Yara. Cronaca di un caso che ha segnato l’Italia”, insieme alla giornalista Laura Marinaro e all’autore Federico Liguori, che porteranno le loro diverse letture della vicenda investigativa e processuale.
Alle 17.00, “Madri assassine. Donne che uccidono i figli, da Medea ai giorni nostri” affronterà il tema del figlicidio con la psicoterapeuta Alessandra Bramante, esperta di salute mentale perinatale, e il giornalista Alessandro Gilioli, autore di un’inchiesta sul caso di Alessia Pifferi e della piccola Diana.
Alle 18.00, “Emanuela Orlandi. Quanto manca alla verità?” vedrà a confronto Fabrizio Peronaci, giornalista del Corriere della Sera, e Giovanna Petrocca, già dirigente della Polizia di Stato, che nel 2007 rintracciò Sabrina Minardi, dando avvio alla seconda inchiesta sul caso.
La giornata si concluderà alle 21.00 con “La storia di Marta Russo”, racconto dal vivo dell’omicidio della studentessa colpita nel 1997 all’Università La Sapienza di Roma. La voce narrante di Mauro Valentini sarà affiancata da Rodolfo Cubeta, Marco Abbondanzieri e Claudia Caoduro, in uno spettacolo che intreccia parola, musica e interpretazione.
Domenica 25 ottobre, alle 10.30, nella Sala Maggiore del Palazzo comunale, si terrà la cerimonia del Premio Grandonio e del Premio speciale “Andrea Purgatori”, condotta da Stella Paci.
Il Premio Grandonio riconosce il lavoro di chi, attraverso l’inchiesta e la narrazione, contribuisce alla ricerca della verità e alla denuncia delle ingiustizie. Nell’edizione 2026 sarà assegnato a tre protagonisti che affrontano questi temi attraverso linguaggi diversi.
Per il giornalismo investigativo sarà premiato Fabrizio Peronaci, giornalista del Corriere della Sera e autore di tre libri sul caso di Emanuela Orlandi. Il riconoscimento valorizza il suo impegno nel ricostruire una delle vicende più complesse e irrisolte della cronaca italiana, attraverso la ricerca di documenti, testimonianze e nuovi elementi di approfondimento.
Per la fotografia d’inchiesta il premio andrà a Stefania Prandi, giornalista, fotografa e scrittrice, autrice di reportage sui diritti umani, sullo sfruttamento del lavoro e sulla violenza contro le donne. Il suo lavoro dà visibilità a persone e realtà spesso trascurate: con Le conseguenze ha raccontato le vite dei familiari delle vittime di femminicidio, restituendo spazio al loro dolore, alle difficoltà quotidiane e alla richiesta di giustizia.
Per il cinema di denuncia sarà premiato Vincenzo Alfieri, regista, sceneggiatore e attore. Con il film 40 secondi, dedicato all’omicidio di Willy Monteiro Duarte, ha portato sullo schermo una vicenda che interroga la società sulla violenza di gruppo e sulla responsabilità individuale, offrendo anche uno strumento di riflessione e confronto per le giovani generazioni.
A Carlo Lucarelli, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo, andrà il Premio speciale “Andrea Purgatori”. Dai programmi come Blu Notte ai libri, ai podcast e agli spettacoli teatrali, Lucarelli ha contribuito a rinnovare il racconto della cronaca e dei misteri italiani, avvicinando un pubblico ampio alla complessità delle indagini e alla memoria dei fatti. Il riconoscimento ne valorizza la capacità di coniugare approfondimento, impegno civile e forme diverse di comunicazione. La cerimonia sarà accompagnata dai monologhi di Fabrizio Pinzauti e Gaia Perretta e dagli interventi musicali di Silvia Benesperi, voce, e Nicola Demontis, chitarra.
Alle 12.00, nelle Sale Affrescate del Palazzo comunale, sarà inaugurata “Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta”, mostra fotografica di Stefania Prandi. Frutto di un lavoro durato tre anni, il progetto restituisce volti, parole e spazi quotidiani di chi sopravvive a un femminicidio: genitori, figli e familiari che affrontano il lutto, la ricerca di giustizia e una vita profondamente cambiata.
Dopo l’inaugurazione, la mostra sarà aperta dal 26 ottobre all’8 novembre, tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, prolungando oltre le quattro giornate della rassegna la riflessione sul tema centrale dell’edizione.
Gli appuntamenti aperti al pubblico sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. La proiezione della mattina del 22 ottobre è riservata alle scuole; il seminario del 23 ottobre è riservato ad avvocati, forze dell’ordine e assistenti sociali.







