venerdì, Ottobre 9, 2026

Alla San Giorgio una targa per i 4 pistoiesi vittime del siluramento dell'”Arandora Star”

di Riccardo Agostini

PISTOIA – Le pareti dell’ingresso della Biblioteca San Giorgio accolgono la targa commemorativa di una tragedia che ha coinvolto quattro cittadini pistoiesi, originari di Cireglio, nel 1940. Una tragedia dell’emigrazione e della guerra, insieme. Carlo e Nello Biagiotti, Oraldo Chiappelli e Quinto Santini, questi i nomi riportati sulla targa ricordo, insieme alle loro famiglie erano emigrati per lavorare e vivere nel Regno Unito prima del secondo conflitto mondiale, ma non sono mai tornati. 

Il momento in cui è stata scoperta la Targa. Da sin. il sindaco Giovanni Capecchi, il prefetto Angelo Gallo Carrabba e Raffaello Gonnella

Il 10 giungo del 1940 l’Italia dichiarò guerra alla Gran Bretagna e alla Francia. Da un momento all’altro, la vita di migliaia di famiglie italiane residenti in Gran Bretagna  cambiò per sempre. Il governo britannico varò la politica di internamento degli “stranieri nemici” (eremy aliens) definita “collar the lot” (arrestali tutti), secondo la quale gli uomini di età tra 16 e 70 anni furono prelevati dalle loro case e separati dalle loro famiglie per essere internati e trasferiti in Canada e Australia.

Nella notte del del 1 luglio 1940 più di 1.600 internati e militari furono imbarcati sulla nave “Arandora Star”, diretta in Canada. Il mattino successivo, il 2 luglio, l’imbarcazione fu silurata da un sommergibile tedesco e affondò nell’Oceano Atlantico: 743 uomini persero la vita, 871 furono i sopravvissuti.

Dei 442 italiani che persero la vita, 93 vivevano in Scozia e 4 di questi (Carlo e Nello Biagiotti, Oraldo Chiappelli e Quinto Santini) erano pistoiesi.

La gente presente alla cerimonia, fra loro alcuni parenti delle vittime

“Per noi la celebrazione di oggi – afferma la signora Angela Franchi, moglie di Stefano Mazzoncini, nipote di Nello Biagiotti (una delle vittime) – è come se i nostri familiari morti fossero tornati a casa. Come un funerale, in modo positivo, un punto di chiusura, perché i loro corpi sono scomparsi in mare. Perciò questa targa con i loro nomi è un luogo, per le generazioni future, per ricordare”.

L’importanze del ricordo e della memoria, sottolineato anche dal Sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi: “Ci sono fatti – sostiene il Sindaco – che, se non ricordati, è come se non fossero mai avvenuti. La memoria è anche rendere giustizia a certe store. Quello che celebriamo qui, è un episodio rimasto fino ad oggi nascosto. In questo modo, ricordiamo la tragicità della guerra, impegnati come siamo, come città, sulle strade della pace”.   

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