venerdì, Ottobre 9, 2026

Il ‘Giardino di Benedetta’ alla Maic diventa un progetto pilota di integrazione e inclusione

di Riccardo Agostini
PISTOIA – Due bisogni primari, casa e salute, si incontrano nel “Giardino di Benedetta”. Ed è così che prende il via il percorso educativo-riabilitativo sperimentale nato dalla sinergia tra la Fondazione MAIC e SPES, attraverso la quale, per otto settimane, 5 adulti con disabilità complesse residenti nell’edilizia popolare, verranno ospitati  nel “Giardino di Benedetta”, inaugurato lo scorso giugno presso la Fondazione MAIC: per un percorso terapeutico e di integrazione che comprende attività di orticoltura, arte e rilassamento nel verde.

La presentazione del Progetto

L’iniziativa è stata presentata durante una conferenza stampa organizzata nell’aula magna della sede della Fondazione MAIC, alla quale hanno preso parte Don Diego Maria Pancaldo, Presidente della Fondazione, il Direttore Generale Alessio Poli, la dottoressa Ilaria Romani, neurologa e vice direttrice sanitaria della struttura, il Presidente della SPES Riccardo Sensi e l’assessore alle politiche di inclusione sociale Sandro Giannessi.

Il progetto si articola con l’accesso alla struttura di cinque persone nella giornata del sabato, quando il servizio diurno è chiuso. E’ dunque una attività suppletiva che si aggiunge quella normale dell’ente e per la quale la SPES mette a disposizione un finanziamento di 5mila euro.

“La scintilla per questo progetto – afferma Riccardo Sensi, presidente SPES – è venuta a me e ad Alessio Poli, direttore della MAIC. Ci siamo resi conto che avere una disabilità in una famiglia in difficoltà economica, rende più complicato affrontare la vita quotidiana. Per questo abbiamo deciso di inserire alcune persone disabili che vivono all’interno di alloggi ERP in un percorso terapeutico particolare, come questo. Spesso, spazi così non esistono nell’edilizia popolare. Quindi abbiamo pensato che fosse giusto sperimentare questa strada. Siccome adesso la SPES è una società risanata e con un bilancio positivo, abbiamo pensato di dare un contributo di 5mila euro per un progetto innovativo, ottimamente messo a punto dalla dottoressa Ilaria Romani. Una iniziativa pilota che potrà essere estesa in futuro”.

Nel Giardino di Benedetta

Una proposta che il presiedete della Fondazione Don Diego Pancaldo accoglie con entusiasmo: “Un nuovo tassello si aggiunge al precorso del ‘Giardino di Benedetta’. Un progetto bello – afferma – quello realizzato con la SPES che valorizza lo spazio verde inaugurato lo scorso giugno. Memoria che diventa cura. Queste iniziative sono il modo migliore per onorare la memoria di Benedetta Giovannelli, una giovane volontaria che ha sempre prestato la sua opera con altruismo, e dedizione commovente”.

Il giardino terapeutico si trova presso al Fondazione MAIC ed è stato progettato dell’architetto Gianluca Giovannelli e dal paesaggista Andrea Mati. Ha una struttura formata da nicchie verdi per persone con disturbi dello spettro autistico, orti rialzati accessibili anche a chi è in carrozzina ed una aiuola di condivisione.

Lo spazio è aperto e fruibile dalla cittadinanza perché è un luogo di cura, ma anche di incontro ed inclusione.

“L’idea di aderire a questa iniziativa – sostiene la dottoressa Ilaria Romani – nasce dall’esigenza di dare una risposta riabilitativa a persone che abitano in luoghi nei quali il verde o ambienti di questo genere scarseggiano. Qui, invece, possono avere un’esperienza sensoriale completa. Inoltre, l’esperienza con il verde sarà consolidata e integrata con laboratori artistici di pittura, poesia e ricamo”.

Una collaborazione, quella tra MAIC e SPES che trova un appoggio completo anche dall’amministrazione comunale pistoiese. “Si tratta – sottolinea l’assessore Sandro Giannessi – di un progetto innovativo. Un’idea che coniuga le esigenze del disagio, della disabilità e della fragilità con quelle abitative. L’impegno della SPES è quindi molto importante. E l’incrocio tra queste due esigenze, qui, trova completezza con l’aspetto terapeutico del ‘Giardino di Benedetta’, incontrando il verde e la natura. Per questo ringrazio la MAIC, un’eccellenza del terzo settore, e la SPES che gestisce il patrimonio di edilizia popolare per tutti i comuni della provincia. Per il futuro proveremo ad allargare questa esperienza anche in altre zone della città”.  

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