sabato, Ottobre 17, 2026

Universitari dell’UDU Firenze, flash-mob in Piazza della Signoria

FIRENZE – Domani, domenica 18 ottobre, contemporaneamente a tante altre città, UDU Firenze organizza un presidio-flash mob in Piazza della Signoria (lato via de’ Gondi) dalle ore 11: una “tendata” contro il caro vita che sta colpendo milioni di famiglie e persone, tra cui studenti e studentesse.


“Non è una novità che in Italia – scrive UDU Firenze – il costo dell’aumento dei prezzi ricada sulle spalle di chi non vive di rendita, ma sulle spalle di chi lavora e di coloro che studiano senza il privilegio di avere una famiglia che ha la possibilità di mantenerli a distanza negli studi.
Sono anni che come sindacato studentesco denunciamo il caro affitti a Firenze, la seconda città in Italia per costo medio mensile di una stanza singola, che si aggira intorno ai 630 euro. Le città italiane vengono svendute ai grandi fondi di speculazione immobiliare, che contribuiscono in maniera sistemica all’aumento dei prezzi degli affitti, sottraendo alloggi a disposizione della collettività.
Il diritto all’abitare non è un business. Noi siamo stanche di vedere una città a misura di turista e inaccessibile a chi vorrebbe viverci per motivi di lavoro e di studio”.
Per Sinistra Universitaria toscana serve un cambio di paradigma nelle politiche abitative che rimetta al centro la casa come diritto essenziale, perché senza casa è impossibile anche solo immaginare di
costruire un futuro. Serve stanziare risorse sull’edilizia pubblica, mettere un tetto agli affitti e serve che la classe politica tocchi con mano le reali condizioni di vita delle persone che studiano e lavorano, che non riescono ad arrivare alla fine del mese a causa dell’aumento dei prezzi delle case, del cibo, delle cure mediche, dei materiali scolastici, del carburante e dell’energia.
“Mentre la scuola, la sanità, il clima e il potere di acquisto collassano – scrive ancora UDU Firenze – il governo Meloni sceglie di destinare i soldi pubblici al riarmo, di intervenire con misure palliative, decide di incanalare il disagio sociale contro le fasce più vulnerabili e di reprimere il dissenso. Nelle scuole, che crollano a pezzi, mancano gli insegnanti e le risorse, ma secondo il governo l’emergenza è il numero di studenti stranieri; le persone in Italia rinunciano a curarsi per la lunghezza delle liste di attesa e per il costo delle prestazioni, a meno che non abbiano le risorse per rivolgersi al privato; in un Paese in cui i salari sono fermi da 30 anni, le famiglie italiane si trovano a dover affrontare un aumento sproporzionato degli affitti, dei carburanti e delle bollette, spese a cui non possono sottrarsi.
In questo contesto, la soluzione per le giovani generazioni non può essere vivere in condizioni di precarietà permanente o emigrare all’estero. Noi rivendichiamo il nostro diritto a restare a vivere dignitosamente nelle nostre città e nel nostro Paese”.

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