di Marcello Paris
PISTOIA -Uno scenario di prospettiva previdenziale per il mondo dei medici che riflette tutte le difficoltà assistenziali che negli ultimi decenni stanno attraversando il Paese.

“La previdenza e l’assistenza ENPAM, le sfide presenti e future”, è stato l’argomento di cui hanno discusso questa mattina a Pistoia in un incontro organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (OMCeO) di Pistoia, al quale hanno portato i saluti il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, Bernard Dika, l’Assessore alla Salute e al Sociale del Comune di Pistoia, dott. Sandro Giannessi, e la Presidente dell’Ordine di Pistoia, dott.ssa Paola David.
Per la dottoressa David quello della previdenza dei medici è un aspetto della sanità particolare che cade in un momento di crisi e di grande trasformazione della nostra sanità con criticità quali la carenza di personale e la carenza di risorse con la quale “tutti dobbiamo fare i conti e perciò ci deve essere l’impegno di tutti noi ad essere sempre più vicini ai cittadini e più capillari nell’assistenza”. Per questo, ha continuato la presidente, parlare di previdenza per i medici, cioè di benessere dei medici, è un argomento di fondamentale importanza che spesso i medici stessi dimenticano, perché “il medico giovane difficilmente pensa al proprio futuro, alla pensione o all’assistenza in momenti nei quali anche il medico potrebbe avere necessità”.
Il dott. Alberto Oliveti, Presidente della Fondazione ENPAM, e il dott. Luigi Daleffe, Vicepresidente ENPAM, hanno parlato del futuro della professione per comprendere lo scenario in cui la Fondazione si muove e per cercare di intercettare le aspettative dei colleghi giovani per capire come gestire tutte le leve che permettono di rendere appetibile la partecipazione.
“Aumenta la necessità di conciliazione tra la vita e il lavoro – dice Oliveti – con il carico della famiglia ancora maggiormente sulle spalle delle nostre colleghe. Noi stiamo cercando di dare le condizioni per poter esprimere al meglio la propria professionalità e la propria personalità coniugate ad un sostegno nel presente per poter conciliare meglio queste esigenze di vita e di lavoro”.
Il dott. Daleffe ha rimarcato come la gestione della previdenza deve cercare di essere equa: noi, dice, in questo momento stiamo scontando quello che è il problema del rapporto dei medici in pensione ed i giovani colleghi in entrata che sono pochi, perché non c’è stato un adeguamento del numero programmato ed è un problema che vediamo in tutti i settori.
Insomma se la professione è meno appetibile che nel passato, se non c’è ricambio generazionale e incremento dei professionisti, ne va di mezzo la qualità dell’assistenza e di pari passo le difficoltà di mantenere attivi i conti dell’Istituto di previdenza con possibili ricadute negative che aggravano l’accesso alla professione con grave danno per i cittadini.







