giovedì, Ottobre 29, 2026

“Performare l’esistere”: allo Spazio Zero l’incontro con Massimo Mori

CASALGUIDI – Sabato 31 ottobre 2026, alle ore 17:00, Spazio Zero – arte contemporanea( Via Forra di Castelnuovo, 30 – Loc. Casalguidi, Serravalle Pistoiese) ospita “Performare l’esistere”, incontro con Massimo Mori, figura di primo piano della poesia intermediale italiana: insignito del Premio Lerici Pea per la Poesia Intermediale nel 2014, medico, maestro di Tai Chi e Qi Gong, poeta, performer e per oltre un ventennio animatore culturale degli Incontri letterari alle Giubbe Rosse di Firenze.

La presentazione è affidata a Laura Monaldi e il programma dell’incontro prevede la proiezione del video La misurazione della qualità (Québec, 1996), seguita da una performance dal vivo del Maestro.

Alla base della ricerca di Mori c’è l’idea di una poesia-processo, la poesia come «fare», come ricerca continua che non obbedisce a una regola predisposta ma si scopre nel corso dell’azione. L’artista usa il proprio corpo come segno significante, si protende nella realtà che lo circonda, la modifica e ne è modificato. Il suo percorso attraversa più media (poema-oggetto, installazione, libro d’artista, poesia visiva, videopoema, performance) intrecciando codici sonori, visivi, gestuali, oggettuali e spaziali.

Nelle “poesie in azione”, realizzate dagli anni Ottanta, la parola si fa corpo: voce, gesto, visività e fisicità convergono in una vera e propria embodied poetry, non tanto “poesia del corpo” quanto «corpo della poesia». Sono azioni che nascono da una rigorosa delimitazione del territorio performativo e da una pratica ultradecennale del Tai Chi Chuan, orientata al superamento dei dualismi e alla ricerca di un equilibrio tra le componenti opposte dell’interiorità. Ogni rappresentazione è irripetibile, perché instaura di volta in volta un rapporto nuovo tra performer, scena e pubblico.

Il video in programma documenta una delle performance che lo stesso Mori ritiene esemplari nel proprio percorso. Presentata nel 1996 al Festival Internazionale della Performance del Centro Le Lieu di Québec, l’azione muove dalla comunicabilità tra codici linguistici diversi, dall’accoglienza e dal mutuo soccorso tra i popoli. Apre con una richiesta d’aiuto ripetuta in più lingue e destinata a restare inascoltata, e procede per permutazioni linguistiche in cui «misuro» scivola in «mi usuro» e infine in «mi curo». Ne emerge il valore terapeutico dell’arte, fino a un’identificazione con gli elementi della natura che si risolve in una visione di matrice taoista.

La ricerca di Mori interroga l’evoluzione dei codici comunicativi, la loro crisi e la loro risemantizzazione, nella tensione costante tra avanguardia e tradizione. È un lavoro che mette in dialogo la lingua individuale e lo spazio dell’altro, per far comunicare tra loro più codici e diversi alfabeti. Un’opera per cui oggi, accanto all’attività performativa, è custodito presso la Biblioteca umanistica dell’Università di Firenze il Fondo Massimo Mori di poesia intermediale.

L’incontro offre al pubblico l’occasione di avvicinarsi, attraverso il video e l’azione dal vivo, a una poetica in cui parola, corpo e respiro coincidono.

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