SERRAVALLE – “I PFAS sono inquinanti eterni. Come attestato da molteplici studi scientifici, queste sostanze si muovono velocemente nelle acque ed entrano nella catena alimentare, causando gravi danni alla salute: agiscono negativamente sul sistema immunitario, aumentano il rischio di alcuni tipi di cancro, provocano alterazioni endocrine, infertilità e disturbi dello sviluppo. Una minaccia concreta che purtroppo tocca da vicino anche il nostro territorio.

Nell’estate del 2025 commissionammo a nostre spese, presso un laboratorio accreditato, una serie di analisi sulle acque superficiali vicine alla Discarica di Fosso del Cassero. I risultati emersi, diffusi pubblicamente dalla Rete Zero PFAS Toscana insieme alla mappa dei prelievi, delinearono un’alta concentrazione di sostanze PFAS:
PFBS: 473,7 ng/L; PFHxS: 12,6 ng/L; PFBA: 285,4 ng/L; PFHXA: 337,5 ng/L; PFHpA: 134,9 ng/L; PFOA: 477,0 ng/L; PFNA: 18,0 ng/L; PFDA: 31,6 ng/L; PFPeS: 2,5 ng/L; 6:2 FTS: 10,5 ng/L; Somma PFC: 2118,2 ng/L; F-DIOX Acid – C604: 334,5 ug/L
Per accendere i riflettori sull’emergenza, il 31 gennaio 2026 insieme a “Attiva – Movimento Civico” e all’associazione “Alleanza Beni Comuni”, organizzammo a Casalguidi un convegno scientifico che vide la partecipazione di eminenti personalità esperte nel settore.
Nonostante la portata dei dati, l’amministrazione comunale ha continuato a mantenere un atteggiamento di indifferenza e scetticismo. Secondo quanto segnalato da diversi cittadini, la giunta è arrivata a mettere in dubbio la validità delle analisi scientifiche presentate. Inoltre ha totalmente disatteso l’impegno assunto dal vicesindaco Gargini al convegno, quello di dare vita a un osservatorio permanente su PFAS e altri inquinanti nel nostro territorio.
In quell’occasione, il vicesindaco contestò con veemenza la qualifica di “insensibilità” verso l’ambiente e la salute che gli organizzatori avevano attribuito all’amministrazione. Tuttavia, il comportamento adottato successivamente dagli assessori non ha fatto che confermare la veridicità di quell’attributo. L’osservatorio permanente è stato dimenticato e non è stata avviata alcuna verifica ufficiale di controllo sulle acque dell’area a rischio.
All’insensibilità iniziale si è aggiunta una grave irresponsabilità politica e amministrativa di fronte a un problema che riguarda tutti i cittadini. Il secondo mandato di Lunardi si chiuderà con un nulla di fatto anche in materia di tutela dell’ambiente e della salute pubblica”.
Elena Bardelli, Serravalle Civica









