di Stefano Di Cecio
BOLOGNA – Non sono state “Quelle piogge d’aprile” che Guccini aspettava come uno schiaffo improvviso nell’album Signora Bovary, ma quelle di una grigia domenica di novembre che hanno accolto diecimila persone in piazza Maggiore a Bologna per cantare le sue canzoni. Provenienti da ogni parte d’Italia non hanno voluto mancare questo appuntamento organizzato dal Comune di Bologna. Nell’aria sono risuonate le note e le parole di molti successi del Maestro, da “Piccola città” ad “Autogrill” ed “Auschwitz” e “La Locomotiva”.

Al centro del gruppo di persone radunate davanti alla Basilica di San Petronio molti musicisti che con chitarre, armoniche a bocca, trombe, violini e percussioni hanno guidato l’esecuzione dei brani. Molte le persone che sono entrate in Comune e, salite ai piani più alti, hanno goduto di una visione spettacolare, la piazza completamente gremita per celebrare il ricordo di un grande cantautore, nonché scrittore, un testimone dei nostri tempi di cui sentiremo a lungo la mancanza. La redazione si stringe con affetto alla moglie Raffaella ed alla figlia Teresa che porteranno sulle spalle in primis la mancanza del “Maestro”.
Un’unica pecca, è mancato del tutto anche un minimo d’impianto per poter amplificare le voci ed i suoni, ma forse è stato meglio così, un pomeriggio in cui la spontaneità e la voglia di esserci hanno giocato i ruoli da protagonista.










