PISTOIA – Solo ieri abbiamo saputo che l’abbattimento della magnolia nel giardino del Villino Desii, in via Desideri 2, oggi di proprietà privata, sarebbe già stato approvato. Molti pistoiesi conoscono quest’albero: è una Magnolia soulangeana che ogni primavera fiorisce sopra la strada ed è da decenni parte del paesaggio di una delle zone residenziali storiche della città.
La cittadinanza ha diritto di saperlo prima che la motosega renda tutto irreversibile, non
dopo.

La richiesta di tutela e la risposta
Nelle settimane scorse era stata chiesta l’iscrizione della magnolia nell’Elenco degli alberi
monumentali d’Italia. Il 3 ottobre i Carabinieri Forestali hanno comunicato l’esito negativo.
Abbiamo letto quella risposta con attenzione e ci sono diverse cose che non tornano.
Primo. Secondo la nota, la magnolia non sarebbe abbastanza grande, perché il tronco non
arriva a tre metri di circonferenza. Ma quanto misura davvero?
Secondo, e più importante. La legge sugli alberi monumentali non guarda solo alle
dimensioni: tutela anche gli alberi che fanno parte di ville e residenze storiche, comprese quelle private. Il Villino Desii è una casa padronale del 1929, considerata edificio storico dallo stesso Comune, e la magnolia fa parte del suo giardino da decenni. Eppure nella risposta questo legame non viene nemmeno preso in considerazione: la parola “villino” compare addirittura tra virgolette.
Terzo. Per negare il valore storico dell’albero, la nota spiega che si trova in un giardino
affacciato su una strada e che un ramo, cadendo, potrebbe colpire la strada, la finestra o il tetto della casa. In gergo tecnico, un “organo bersaglio”. Ma il rischio non ha niente a che vedere con il valore storico. Con questo ragionamento, nessun albero di città vicino a una strada potrebbe mai essere tutelato.
Cosa resta alla città?
Questa storia comincia con un dono. Nel suo testamento Nello Desii lasciò il villino alla casa
di riposo Villone Puccini, e il suo patrimonio è poi passato al Comune. Aveva scritto che la sua proprietà “non deve essere mai venduta”. Il villino è stato venduto comunque, sulla base di pareri legali secondo cui quella clausola non era valida.
Eppure le regole del Comune per quella zona, ancora oggi in vigore (art. 33 del Regolamento Urbanistico), sono chiare: il giardino storico va tutelato. Lo ha scritto lo stesso Comune nei documenti con cui ha venduto il villino. Come si tutela un giardino storico tagliandone l’albero più importante?
Se cade anche la magnolia, di quel dono ai pistoiesi non resterà niente: non la casa,
ormai privata, e nemmeno l’albero che da decenni fiorisce sopra la strada, davanti a tutti.
Un “no” al riconoscimento di albero monumentale non è un via libera alla motosega. Se il
problema è davvero la sicurezza, va dimostrato con una perizia seria sulla salute e sulla
stabilità dell’albero.
E prima di tagliare vanno provate le alternative: una potatura, un consolidamento, qualche
misura di protezione. Una frase sulla possibile caduta di rami, scritta in una nota che parla
d’altro, non basta per cancellare un albero.
Abbiamo saputo anche che si è parlato di spostare la magnolia. Ci fa piacere che se ne discuta, ma trapiantare un albero adulto è un’operazione rischiosa, e spesso l’albero non sopravvive. Se è questa la strada, vogliamo vedere uno studio serio e indipendente che dica quante possibilità ha davvero di farcela. Altrimenti è solo un modo più gentile per dirle addio.
Cosa chiediamo
Legambiente Pistoia chiede all’Amministrazione comunale di:
● fermare tutto finché le carte non saranno pubbliche: un albero tagliato non si rimette in
piedi;
● spiegare come l’abbattimento si concilia con la regola che impone di tutelare
l’assetto storico dei giardini, e se, quando il villino è stato venduto, erano previste
condizioni per proteggerlo;
● rendere pubblici i documenti: chi ha autorizzato l’abbattimento, quando e perché, e la
perizia tecnica su cui si basa la decisione;
● spiegare quali alternative sono state valutate e perché sono state scartate;
● mettere nero su bianco l’ipotesi del trapianto e farla valutare da esperti indipendenti.
Chiederemo formalmente di vedere tutte le carte e seguiremo questa vicenda passo dopo
passo: non ci accontenteremo di scoprire le cose a cose fatte. E chiediamo ai pistoiesi che
hanno a cuore questa magnolia di farsi sentire. Il verde della città è di tutti, e chi decide
di tagliarlo deve spiegare perché.
Circolo Legambiente Pistoia









