domenica, Novembre 8, 2026

A Masotti il ricordo mette radici: una panchina lilla, una casetta dei libri e alcune targhe per non dimenticare vite spezzate troppo presto

di Caterina Benini

SERRAVALLE – È stata una mattinata intensa e commovente quella di sabato 7 novembre presso la scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Fermi, nella sede distaccata di Masotti, una frazione del comune di Serravalle Pistoiese.

L’inaugurazione

Ci sono assenze che non smettono di farsi sentire, ma che possono trasformarsi in gesti capaci di custodire nel tempo il ricordo di chi non c’è più. È quanto accaduto a Masotti, dove è stato inaugurato uno spazio speciale dedicato ad alcuni giovani che hanno frequentato le scuole della frazione, le cui vite sono state spezzate troppo presto.

Il giardino

L’iniziativa è nata dalla volontà dei genitori di trasformare il dolore per la perdita di giovani vite in un segno concreto di memoria, condivisione e speranza per le nuove generazioni.

A dare impulso al progetto è stata la scomparsa di Maria Ferro, avvenuta durante l’estate del 2025. Da quel dolore e dal desiderio di non lasciare che il ricordo restasse soltanto una questione privata, è nata una raccolta fondi, sostenuta dall’impegno di Antonio Tabarin, presidente del consiglio di Istituto e dalla partecipazione di tante famiglie. La cifra raggiunta ha permesso non soltanto di acquistare una panchina, ma anche di realizzare una casetta per il book crossing, pensando alla grande passione di Maria per i libri e la lettura. Il lilla, colore scelto per la panchina, richiama una delle qualità che più la contraddistinguevano: la gentilezza.

La panchina lilla, la casetta dei libri e le targhe con il nome dei ragazzi scomparsi sono piccoli segni dal significato profondo, che vogliono trasformare il dolore in qualcosa di concreto, un segno tangibile da lasciare alla scuola e a tutta la comunità.

Erano presenti il vicesindaco del comune di Serravalle Pistoiese, Alessio Gargini, l’assessore alla Pubblica Istruzione Ilaria Gargini, Antonio Tabarin, il dirigente scolastico Alberto Ciampi e il maresciallo dei Carabinieri della stazione di Masotti, Giovanni Sorgente.

Presenti anche alcuni consiglieri comunali, numerosi docenti, tantissimi genitori, famiglie e rappresentanti della comunità scolastica e i ragazzi che accompagnati dagli insegnanti hanno interrotto le lezioni per portare la loro presenza. È stato un momento di partecipazione sentito e commovente.

Ad aprire gli interventi, il vicesindaco Alessio Gargini che ha evidenziato il contrasto tra la scuola, luogo dedicato alla vita, al futuro e alla crescita, e il motivo profondamente doloroso che ha riunito tutti. Ha ricordato Maria, Niccolò, Flavio e Matteo, quattro giovani che hanno lasciato una traccia indelebile nell’istituto e nei cuori di chi li ha conosciuti e il giovane Brian scomparso a causa di un incidente una settimana fa.

«Abbiamo il dovere di trasformare il silenzio in memoria», ha ricordato l’assessore Ilaria Gargini, spiegando come la panchina debba diventare un luogo di sosta, dialogo e riflessione per gli studenti.

Particolarmente sentito l’intervento di Antonio Tabarin, che ha voluto ringraziare i genitori e i rappresentanti di tutte le classi, dalla materna alle medie, che fin da subito si sono attivati per la raccolta fondi, contribuendo non soltanto economicamente, ma mettendo a disposizione il proprio tempo. Un ringraziamento è andato alle famiglie, al dirigente scolastico e all’Amministrazione comunale, sottolineando come nulla sarebbe stato possibile senza una profonda sinergia.

Tabarin ha spiegato il significato della panchina, del colore lilla e dello spazio dedicato alla lettura, ma ha voluto soprattutto rivolgere un pensiero ai ragazzi che oggi frequentano la scuola. Lo ha fatto in un momento particolarmente difficile, nel quale il dolore per la recente scomparsa di Brian è ancora vivo. Proprio a loro ha ricordato l’importanza di custodire la memoria e di riconoscere il valore dei legami. «Noi non dimenticheremo. La scuola non si dimenticherà», ha detto, esprimendo la certezza che chiunque passerà da quello spazio saprà prendersene cura.

A chiudere gli interventi il dirigente scolastico Alberto Ciampi, che ha ricordato quanto il percorso vissuto tra le mura della scuola, dal nido alla secondaria, rappresenti un momento fondamentale nella crescita di ogni ragazzo: un tempo fatto di amicizie, conoscenze, prime esperienze e legami che restano anche quando la vita interrompe troppo presto il suo cammino.

Il momento più emozionante è stato quello in cui la mamma di Maria ha collocato il primo libro nella casetta: proprio il volume scritto dalla figlia. Un gesto semplice e potentissimo, che ha restituito alla passione di Maria per la lettura, una nuova possibilità di essere condivisa con gli altri.

La commozione ha accompagnato l’intera mattinata, soprattutto tra i genitori che hanno vissuto la perdita di un figlio. Accanto al dolore però c’era anche la consapevolezza di aver costruito qualcosa destinato a restare.

La panchina, la casetta dei libri e le targhe non saranno soltanto un ricordo ma uno spazio da vivere, un invito a fermarsi, a leggere, a dialogare e a guardarsi intorno, perché, come emerso dalle parole degli intervenuti, la vita è preziosa e fragile e nessuno dovrebbe sentirsi solo.

A Masotti la memoria, da oggi, ha una casa e continuerà a crescere insieme ai ragazzi che ogni giorno attraverseranno il cancello della scuola.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia