mercoledì, Settembre 9, 2026

Covid, la drammatica esperienza di chi ne è uscito guarito

PISTOIA – Una testimonianza drammatica che Nicola Giuntini – notissimo panificatore di Quarrata dove è titolare dell’omonimo panificio, maestro panificatore al ristorante Bonodinulla sulla Sala, nonché dirigente di Confcommercio -, ha affidato al proprio profilo Facebook insieme a una foto. Una testimonianza post Covid che invita a riflettere.

Nicola Giuntini con la maschera dell’ossigeno (foto da Facebook)

“Ho preso il Covid il 27 febbraio scorso – scrive il commerciante -, la settimana dopo sono stato ricoverato per 8 giorni, non ho avuto bisogno né di essere intubato né del casco. Mi hanno rimandato a casa e sono stato 21 giorni costretto all’ossigeno. Mi sono negativizzato dopo 83 giorni (quasi tre mesi) e 14 tamponi. Sono un miracolato perché avevo tutte le condizioni patologiche per avere un decorso ben diverso. Evidentemente non era il mio momento. L’esperienza più banale e più dura è quella di alzarsi dal letto per andare a far pipì e sentire di non riuscire a respirare già solo in quel minuto di tempo.

Provare per credere!

Sono tante le cose che si danno per scontate ma che non lo sono più quando ti ammali di Covid, ad esempio ho dovuto rapidamente imparare a dormire a pancia sotto, a mangiare con l’ossigeno nel naso, a fare la doccia in un minuto e potrei raccontare molto altro.

Per il momento non ho grandi conseguenze a lungo termine ma sarà solo il tempo a dirlo.

Mercoledì scorso, finalmente, sono riuscito a fare il vaccino. La dottoressa nel farmelo mi ha consigliato anche il richiamo per una maggiore protezione viste le mie patologie. Ho risposto: fatemene 10 piuttosto che tornare all’ospedale. Lei si è messa a ridere e mi ha chiesto di raccontarle la mia esperienza. Alla fine mi ha detto che secondo lei era importante che raccontassi il mio vissuto all’ospedale e con il Covid perché manca la percezione reale di cosa succede se ti ammali di Coronavirus e hai la sfortuna di sviluppare la polmonite.

Spero che il mio racconto, pur essendo minuscolo, quasi insignificante rispetto alle decine di migliaia di morti nella sola Italia, possa favorire una maggiore consapevolezza”.

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