di Marzio Dolfi
PONTE BUGGIANESE – Si è svolta stamani l’ultima manifestazione per commemorare la strage di Fucecchio, che si è conclusa con l’inaugurazione del percorso ciclopedonale che tocca tutti i cippi della zona. Cinque chilometri di “percorso della memoria”, che attraversa i luoghi di una strage diffusa, consumata fra il 23 e 24 agosto 1944 nelle zone che circondano il cuore del padule. Un nuovo strumento per conoscere e per non dimenticare le 174 vittime della barbarie nazista. Molti di loro erano donne e bambini inermi, tanti erano sfollati dalle zone vicine, uccisi nei campi, nei casolari.

La manifestazione è iniziata proprio con alcuni che allora erano ragazzi, scampati alla strage ma feriti negli affetti (la madre, le sorelle, il padre, i nonni…), che raccontano storie e immagini: Erina (aveva 12 anni), Marisa (ne aveva 2), Giancarlo (era nato da poco), Remo (6 anni). Ferite incancellabili, impresse nei loro ricordi. Tracce di una strage tremenda.
Con i tanti sindaci e amministratori delle molte comunità coinvolte nella strage del Padule di Fucecchio, ci sono anche rappresentanti di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto.

Il Vescovo di Pescia mons. Roberto Filippini e il Sindaco Nicola Tesi scoprono la targa e inaugurano il percorso, che parte dal Capannone e al Capannone si conclude: con 16 cartelli direzionali e pannelli integrativi. Pianeggiante e di facile accesso, è stato realizzato dal Comune di Ponte Buggianese in collaborazione col Comitato Martiri del Padule.
Potrebbe essere il primo tratto di un unico tracciato che colleghi tutti i comuni coinvolti in questa tragedia.
Alla manifestazione del Capannone hanno partecipato anche il Prefetto, la Consigliera regionale Federica Fratoni e le Senatrici Caterina Bini e Valeria Fedeli.

A chiusura della commemorazione il Sindaco Tesi si è domandato se su questo tremendo pezzo della nostra storia tutti abbiano fatto la loro parte nella ricerca della verità. “Ancora l’Italia non ha davvero approfondito”. Anche se “Italia e Germania hanno avviato un cammino di lavoro per riconciliare nel percorso di pace individuato dalla costituzione dell’Unione Europea”, non basta, Occorre ancora “costruire una memoria condivisa”.
“Le menti che cercano vendetta distruggono gli stati, mentre quelle che cercano la riconciliazione costruiscono nazioni”, ha concluso il Sindaco, citando una frase di Nelson Mandela.







