mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia Basket, Utomi: “C’è molto talento in questa squadra”

di Francesco Belliti

PISTOIA – La settimana che precede la prima sfida di campionato per la Giorgio Tesi Group coincide anche con i primi giorni a Pistoia di Daniel Utomi, l’ultimo e tanto atteso acquisto di una squadra che ha tuttavia concluso il pre-campionato nel miglior modo possibile. Adesso, con l’ala nigeriana finalmente a disposizione di coach Nicola Brienza, si potrà vedere in quanto tempo il classe 1997 diventerà il vero e proprio valore aggiunto di una squadra già ben rodata.

Daniel Utomi

Intanto per Utomi è arrivato il momento di parlare per la prima volta alla stampa e di presentarsi ai suoi nuovi tifosi, innanzitutto raccontando cosa lo ha spinto ad accettare la proposta dei biancorossi.

“Ho scelto Pistoia perché mi ha convinto molto il roster che è stato messo su e perché ho sentito parlare molto bene del coach. Questi primi giorni sono andati alla grande: mi sono sentito subito accolto a braccia aperte e questo ha avuto un effetto positivo anche sui primi allenamenti. Non vedo l’ora di tuffarmi in questo campionato e di aiutare la squadra a vincere più partite possibili”.

“So – ha proseguito Utomi – che i miei compagni hanno fatto una grande pre-season e che hanno anche vinto un trofeo. Ho parlato molto con Jazz (Johnson, ndr) prima di firmare, visto che ci conosciamo dai tempi del college. C’è molto talento in questa squadra, ma non sento alcun tipo di pressione: mi inserirò il più velocemente possibile per aiutare i miei compagni. Il coach mi ha chiesto di adattarmi alle caratteristiche della squadra e di mettere tutto il mio bagaglio tecnico al servizio della squadra”.

La presentazione prosegue e Utomi comincia a raccontarsi anche fuori dal campo di basket, con un breve accenno all’esperienza di quest’estate ad Afrobasket con la nazionale nigeriana.

“Sono una persona molto umile. So che posso apparire un duro, ma in realtà sono un cucciolone. Sono contento di essere in Italia anche per il cibo: mi piace molto la pasta, la mangerei a colazione, pranzo e cena. Di Afrobasket la cosa che più mi è rimasta impressa è esterna alla pallacanestro: abbiamo giocato in Ruanda e vedere come la gente vive lì mi ha fatto capire che ho un dono, quello di giocare a pallacanestro, e che devo cercare di farlo germogliare il più possibile perché mi può essere tolto in qualsiasi momento”.

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