mercoledì, Settembre 9, 2026

Pisa Book Festival, la piccola editoria del territorio “torna a respirare”

PISA – Tra il 30 settembre e il 3 ottobre Pisa torna a far respirare.

Lo fa combinando la brezza dell’Arno al Pisa Book Festival, uno spazio dove la lettura, il dialogo e lo scambio rendono vive le persone.

Lo sanno bene le 70 case editrici indipendenti che negli Arsenali repubblicani attirano gli occhi di curiosi e appassionati magnetizzati dalle copertine, dai titoli accattivanti, dalla sete di imparare, conoscere e arricchirsi che cresce di stand in stand.

Dopo aver parlato con alcune delle piccole e medie del territorio, la voce che si leva è unanime: “torniamo a respirare”. Questo non vuol dire assolutamente che i problemi siano alle spalle, ma porta molto entusiasmo e speranza in un mondo che non può contare esclusivamente sull’online. A differenza della grande editoria, infatti, la piccola e media ha una tiratura ridotta, ed eventi come quello che si sta svolgendo a Pisa sono fondamentali. Conoscere il lettore, parlarci e fargli toccare e apprezzare un libro sono occasioni irrinunciabili.

Sono tornate anche le presentazioni, gli incontri con gli autori, e questo non può essere che un bene per il settore. Pian piano si sta riallacciando infatti quel tessuto ricco, raro e privilegiato che ha a lungo connesso scrittore, lettore e opera. Le persone si riscoprono capaci di accogliere nuove idee, di indossare gli occhi di chi scrive. Il libro torna a circolare passando di mano in mano, a vivere.

Alcuni editori parlano con entusiasmo, pensano in grande, ampliando i propri confini anche al di fuori dell’Italia. Altri si sentono di nuovo incentivati a lavorare. Altri ancora affermano di fare questo lavoro esclusivamente per passione, non per vivere, perché altrimenti si sarebbero persi. Altri infine ricuciono ancora le ferite dopo la forte battuta d’arresto della pandemia; osservano con timore, sono incerti sul dove riporre la propria fiducia, la propria speranza. Guardano con molta diffidenza questa ripresa abbozzata.

La narrativa, la cucina, l’intrattenimento non hanno mai ceduto, ma una delle colonne portanti per queste case editrici è stata e rimane lo zoccolo duro di affezionati alla letteratura di genere, alla specialità che la casa sa offrire, che sia poesia, narrativa, saggistica.

Gli editori proteggono e coccolano questo pubblico ristretto, cercando di proporre sempre prodotti di qualità che soddisfino le proprie esigenze raffinate.

L’altra colonna sono gli eventi, la promozione dal vivo, e per questo molti occhi che stanno dietro ai banconi agli Arsenali repubblicani sembrano dire a questa città che sa di mare: “Grazie”.

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