PISTOIA – I Cobas (Confederazione dei Comitati di base) promuovono, per lunedì 11 ottobre, uno sciopero generale nazionale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato.

Una manifestazione regionale si svolgerà a Firenze, con concentramento in Piazza Puccini, a partire dalle 10.
Per chi vuol partecipare da Pistoia, un treno per Firenze Rifredi parte alle 8.41.
I Cobas chiedono la cancellazione del debito pubblico detenuto dalla Bce e dalle Banche centrali nazionali, che per l’Italia ammonta al 20% del debito complessivo.
“Ma il Pnrr italiano e degli altri paesi – scrive la Confederazione Cobas Pistoia – non costituisce invece una svolta nell’uso pubblico e sociale dell’ingente massa di denaro. Con lo sciopero generale dell’11 ottobre i Cobas puntano ad una radicale inversione di tendenza in tale uso”.
Queste le rivendicazioni che sono alla base dello sciopero generale:
➢ la riduzione del tempo di lavoro a parità di salario per contrastare la disoccupazione dovuta all’informatizzazione e robotizzazione della produzione;
➢ un lavoro di qualità in termini di diritti, con il contratto a tempo indeterminato come regola generale, l’innalzamento dei salari reali e un salario minimo europeo, l’abolizione del Jobs Act e della riforma Fornero; parità salariale per le donne; no allo sblocco dei licenziamenti e alla sospensione del reddito per mancanza di Green pass; sì alla soppressione di appalti e subappalti, con internalizzazioni a partire dal pubblico impiego;
➢ rivalutazione delle pensioni attuali e pensioni pubbliche garantite ai giovani;
➢ un reddito universale, esteso anche alle/ai migranti, che rafforzi il potere contrattuale dei lavoratori/trici;
➢ il rafforzamento dei sistemi ispettivi e del ruolo delle RLS, per una reale sicurezza sul lavoro, maggiori sanzioni per i datori di lavoro inadempienti;
➢ un’inversione di tendenza rispetto ai disastri ecologici e al cambiamento climatico provocati dal capitalismo, evitando operazioni di green washing;
➢ il rilancio dello Stato sociale, tramite:
– investimenti nella scuola pubblica, con la riduzione del numero di alunne/i per classe, l’aumento degli organici con l’assunzione delle/dei docenti con 3 anni di servizio e le/gli Ata con 2; per interventi immediati e di lungo periodo nell’edilizia scolastica e nei trasporti locali;
– investimenti nella sanità pubblica con l’assunzione a tempo indeterminato di infermiere/i , medici e operatori socio-sanitari, potenziando la medicina sul territorio e nelle scuole, contro l’aziendalizzazione e la privatizzazione della sanità; per la sospensione dei brevetti e l’esportazione dei vaccini e della tecnologia per produrli in loco per la lotta alla pandemia;
– potenziamento del trasporto pubblico, invertendo la privatizzazione/aziendalizzazione degli ultimi decenni, con il ritorno alla gestione diretta da parte dei soggetti pubblici.
➢ adeguate assunzioni nel pubblico impiego per rispondere alle necessità sociali (cura anziani e disabili in casa, tutela del territorio e dell’ambiente, bisogni culturali e sportivi ecc.);
➢ contro la repressione degli scioperi e delle lotte sociali, per una vera democrazia nelle aziende, contro il monopolio dei sindacaticoncertative sui diritti sindacali.







