PISTOIA – Dopo otto mesi di frenetica attività il centro vaccinale della “Cattedrale” ha chiuso i battenti e anche per i vigili del fuoco è terminato un servizio difficile, sia per la frequenza costante che per l’impegno richiesto. Ma è stata anche una sfida che ha appassionato ed emozionato tutti i soci e le socie dell’associazione nazionale Vigili del fuoco, che hanno reagito all’emergenza, dimostrando un’elevata capacità di adattarsi ai cambiamenti riorganizzandosi con grande dinamismo.

“Abbiamo ritenuto doveroso e necessario collaborare – spiega il presidente Leonardo Melani – pur con le dovute precauzioni sanitarie, continuando ad esser vicini alla comunità, assumendoci compiti supplementari e trovare nuove forme organizzative che ci hanno anche permesso di essere più solidali reciprocamente, perché è proprio nei momenti di difficoltà che occorre maggiore coesione e comprensione; possiamo sicuramente affermare che, nonostante l’imprevista e forte onda d’urto, abbiamo superato brillantemente questa prova dimostrando di possedere un alto grado di resilienza. Senza comprendere altri servizi che abbiamo effettuato alla fine dell’estate come presenziare a cerimonie di prime comunioni o supportare alcuni presidi al rientro a scuola del dopo Covid, diciamo che abbiamo iniziato questo tipo di incarico alla metà di novembre 2020 con la consegna delle mascherine chirurgiche; in dicembre e fino a marzo compreso abbiamo collaborato con i medici dell’Aggregazione funzionale territoriale per l’effettuazione dei tamponi rapidi, allestendo un punto drive through; dall’11 febbraio fino all’8 ottobre scorso, abbiamo prestato servizio presso il punto vaccinale “La Cattedrale” supportando l’Asl, con cui avevamo redatto una convenzione valida per tutto il periodo necessario a completare il piano delle vaccinazioni, ed i medici di medicina gnerale nell’accoglienza dei vaccinandi più anziani e fragili. Dopo questo lungo ed eccezionale periodo ci sembra utile citare anche alcuni dati numerici che, forse meglio di ulteriori parole, consentono di avere l’esatta dimensione del servizio effettuato”.

Ci sono state 614 presenze di socie e soci in 387 turni di servizio, per un totale di 3.115 ore prestate. L’ultimo aspetto ma non per importanza da citare, è stata la capacità del volontariato di fare “rete” sia fra le varie organizzazioni che si sono trovate ad operare in perfetta sinergia, sia con le istituzioni e loro operatori; tutto ciò ha permesso di rispondere con immediatezza a nuovi bisogni scoprendo di appartenere ad un sistema più ampio e che collaborando tutti insieme possiamo raggiungere risultati insperati.
“Per concludere – dice Melani -, desidero sottolineare che anche in questa lunga emergenza, si è evidenziata la profonda empatia e umanità che le donne e gli uomini che fanno parte di questa associazione, sanno mostrare nel mettersi in relazione con tutte le persone coinvolte ponendo sempre al primo posto le necessità altrui ed il benessere di tutti, e ancora una volta li ringrazio”.







