PISTOIA – Dipendenti non vaccinati non riescono a prenotare i tamponi. Lo denuncia Confartigianato alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo del Green Pass. E questo secondo l’Associazione degli artigiani rischia di mettere a rischio la produzione delle aziende pistoiesi.

“Siamo stati e lo siamo tutt’ora – afferma Alessandro Corrieri Presidente di Confartigianato Pistoia – consapevoli che il ritorno alla normalità passa da una vaccinazione diffusa, come fin dagli albori della pandemia hanno affermato le autorità sanitarie e che condividiamo.
Premesso questo, come associazione di riferimento delle aziende artigiane pistoiesi, non possiamo sottacere le gravi difficoltà che l’entrata in vigore del Green Pass comporta a tutto il mondo produttivo che rappresentiamo”.
“Stiamo ricevendo segnalazioni da diverse aziende – prosegue Corrieri – di dipendenti non vaccinati che non riescono a prenotare ed effettuare il tampone necessario all’ottenimento del Green Pass.
Abbiamo segnalato tali difficoltà alla Prefettura di Pistoia nonché ad altri soggetti pubblici al fine di individuare una soluzione a questo problema, considerato che le farmacie ed i centri specializzati sono oberati anche per i tamponi di controllo da Covid19”.
“L’ordine dei farmacisti della Toscana, ci risulta non abbia la possibilità di incrementare la propria offerta perché già al massimo della potenzialità; abbiamo suggerito come Confartigianato un prolungamento degli orari di apertura sia feriali che festivi, ma al momento non abbiamo avuto riscontri positivi in merito”.
“I media riportano che i lavoratori non vaccinati sono oltre 5milioni. Siamo fortemente preoccupati – conclude Alessandro Corrieri – per questa situazione; un timore che ‘sembra non essere stato adeguatamente valutato dalle Autorità’. Le ripercussioni negative – sia da un punto di vista produttivo, sia da quello sociale, a seguito dell’entrata in vigore del Green Pass – che potrebbero verificarsi sono quelle di un forte rallentamento della produzione, che in un momento di ripresa economica come l’attuale, non è affatto auspicabile”.







