CIREGLIO – Il Circolo del Pd di Cireglio, Piastre, Pracchia e Orsigna – che aveva dato il via alla denuncia della situazione creata dalle dimissioni dall’incarico del dottor Simone Iadevaia – torna ora sull’argomento dopo una assemblea “di iscritti, elettori e cittadini” che si è svolta ieri, martedì 26 a Cireglio.
“Una assemblea – scrive in una nota in Circolo Pd – che ha detto ‘Basta’ con gli annunci e le buone intenzioni”. E’ necessario – è lo spirito di quello che vuole la gente della zona – che alle belle parole e le promesse seguano i fatti”.

La gente è esasperata e il Circolo Pd si fa portavoce del disagio della popolazione.
E chiede alle associazioni di volontariato, alle Proloco e agli altri partiti presenti sul territorio di “unire le forze per una battaglia che non può essere faziosa, ma che riguarda l’intera popolazione, accantonando gli interessi di parte per favorire l’interesse generale”.
Cireglio, Piastre, Pracchia e Orsigna non si rassegnano e rivendicano i loro diritti in una situazione che ha elementi paradossali.
“E’ evidente – sottolinea la nota del Circolo Pd – come la montagna non possa essere privata della presenza del medico di base, a garanzia delle condizioni minime per la tutela della salute sia individuale che collettiva. Se c’è condivisione di questa evidenza, è necessario dunque provvedere, nell’immediato, all’individuazione di un medico che garantisca la riapertura degli ambulatori già a partire da martedì 2 novembre”.
Del resto si sa bene che la popolazione della zona composta prevalentemente da ultrasessantenni con problemi di malattie croniche che necessitano dell’assistenza continua del medico di base; a questo si aggiunge la pandemia che persiste, con la terza dose del vaccino per i fragili e i più anziani che è al via; c’è poi l’approssimarsi della stagione fredda che porterà con sé influenze ed altri malanni di stagione.
E allora deve essere trovata una soluzione rapida.
Nel medio termine, occorre – indica il Pd – “dotare i quattro paesi di un medico di base a tempo indeterminato, che possa stabilire con la popolazione quel rapporto fiduciario necessario tra medico e paziente”.
Con minore urgenza, ma sempre con solerzia è necessario anche intervenire sulla normativa che regola la medicina di base, in modo da favorire la presenza del medico di famiglia anche nelle aree più decentrate e disagiate.
“La popolazione montana, composta sempre più di anziani, necessita di una presenza costante e capillare, ed il raggiungimento di tale obiettivo ha bisogno di strumenti che incentivino tali scelte, sicuramente contrarie alle logiche di mercato e dei grandi numeri”.
E’ dunque pressante l’invito agli enti coinvolti nella soluzione del problema “a fare presto, ed in particolare la ASL Toscana Centro e la Società della Salute Pistoiese ad assicurare l’apertura degli ambulatori nei quattro paesi, senza interruzione di servizio già a partire da martedì 2 novembre”.
Ad Asl e Regione insomma viene chiesto di arrivare alla nomina di un nuovo medico di famiglia per i pazienti dei quattro paesi al più presto.
Al Governo nazionale viene rivolta invece la domanda di modificare il quadro normativo in modo da evitare, che le aree più decentrate e svantaggiate rimangano scoperte di un servizio essenziale come è la presenza del medico di base.
Cireglio, Piastre, Pracchia e Orsigna insomma non ci stanno e sono pronti a mobilitarsi per avere il “loro” medico di base.
(m.d.)


