mercoledì, Settembre 9, 2026

La maggioranza che governa la città ha deciso di lasciare soli i detenuti

PISTOIA – La sezione “Valoris” dell’Anpi di Pistoia esprime sconcerto e sdegno per la mancata nomina da parte del Consiglio comunale di Pistoia del Garante dei detenuti, nel corso della seduta di lunedì scorso.

Il carcere di Pistoia

Al bando predisposto dalla presidenza del Consiglio comunale aveva risposto la dottoressa Giulia Melani, risultando dunque unica candidata a ricoprire il ruolo.

Il suo è un curriculum di tutto rispetto: sociologa del diritto, ricercatrice sui temi della criminologia critica, della sociologia della devianza, delle istituzioni totali e sull’internamento psichiatrico giudiziario, già collaboratrice del garante regionale dei detenuti e volontaria per i diritti umani, i diritti dei detenuti e i diritti dei migranti.

Il Consiglio comunale, chiamato a esprimere il voto sulla proposta di delibera riguardante la nomina, ha inspiegabilmente fatto mancare i numeri necessari al raggiungimento della maggioranza.

La “colpa” di cui si sarebbe macchiata la dottoressa Melani è quella di aver espresso delle opinioni politiche critiche sulle proprie pagine social. Di tutta risposta, la maggioranza politica a sostegno dell’Amministrazione Tomasi in Consiglio comunale ha deciso di non dar corso alla nomina. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il carcere di Pistoia non avrà un Garante.

L’Anpi, costitutivamente dalla parte dei più vulnerabili, non può che schierarsi a fianco dei detenuti del carcere di Santa Caterina. Per precise responsabilità politiche, la maggioranza al governo della città ha deciso di lasciarli soli, di negar loro la tutela che solo la presenza del Garante può offrire, di non contribuire a dar voce a chi non ne ha. Non solo: la decisione di non votare la dottoressa Melani non è stata in alcun modo motivata.

Nel dibattito sono intervenuti solo quei consiglieri di minoranza che poi, in fase di voto, non hanno fatto mancare il loro sostegno.

Com’è possibile che in un sistema democratico sano – altro tema di capitale importanza per Anpi – si possa decidere di scartare una candidatura, peraltro qualificata, senza offrire motivazioni solide in sede di dibattito? Tutto questo non può non far pensare che siano altre le ragioni dietro a questa scelta, ragioni di natura politica. Di una politica, però, che niente ha di quella nobile pratica che, sempre, dovrebbe stare al servizio del cittadino. Abbiamo assistito ad un passaggio nella vicenda istituzionale pistoiese alla quale non avremmo voluto assistere. Una vicenda che ha tratti inquietanti, che ci preoccupa e ci indigna.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI