PISTOIA – Con 18 voti favorevoli (Pistoia Concreta, Fratelli d’Italia, Forza Italia – Centristi per l’Europa, Legaper Salvini premier, Gruppo Misto, Amo Pistoia, Prima Pistoia) e 6 contrari (PD, Pistoia in azione, M5S, Pistoia Spirito libero) è stata approvata in consiglio comunale lunedì scorso la relazione sull’attuazione delle misure di razionalizzazione previste nel piano adottato nel 2020 e piano di razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche al 31 dicembre 2020.

Il documento, come introduce l’assessore alle partecipate Margherita Semplici, ”consente di fare uno screening delle attività, le criticità e le problematiche delle società partecipate”.
Per quanto riguarda la Società pistoiese di edilizia sociale (Spes) l’assessore Semplici ha evidenziato che grazie alla delibera della regione Toscana, adottata sulla base del piano di risanamento elaborato dal Centro studi enti locali, sarà possibile, nonostante la grave situazione in cui versa, procedere alla copertura del debito ed alla ricapitalizzazione della società. ”Ciò – ha detto l’assessore nel corso del dibattito – è indispensabile in quanto garantisce la continuità aziendale facendo sì che Spes possa continuare a svolgere le attività in particolare la gestione associata dei servizi legati all’Erp.
”C’è un fatto grave nella vicenda Spes – ha detto poi il consigliere di Forza Italia – Centristi per l’Europa Giampaolo Pagliai –: la mancanza di attenzione da parte dei politici che hanno amministrato dal 2012 al 2017. La verità è che Spes, da anni, è venuta meno alla sua ragione sociale, cioè costruire alloggi e fare la manutenzione per quelli esistenti. In questo caso non c’è corresponsabilità politica davanti al reato, è stato solo tolto il coperchio di un pentolone di porcherie”’.
Dello stesso parere anche la capogruppo di Amo Pistoia Paola Calzolari: ” Nel 2018 infatti l’Amministrazione Tomasi ha preteso che fosse dato incarico ad una società esterna di far controllare il bilancio, società che ha fatto infatti poi emergere tutte le scorrettezze di cui siamo venuti a conoscenza. Questa è l’unica Amministrazione che ha preteso chiarezza e trasparenza”.
Sul versante trasporti locali, e dunque la Copit, Semplici ha evidenziato come il passaggio a Tpl, e dunque alla gestione Autolinee toscane, abbia di fatto svuotato la società , rendendole impossibile continuare ad operare sul territorio. La società pistoiese, come ha ricordato l’assessore nel corso dei suoi interventi, oggi non ha più una sede e mezzi, uomini e beni sono stati trasferiti. Di Copit resta il Cda e il collegio sindacale.
”Appreso l’esito del contenzioso nel mese di agosto – ha detto – abbiamo iniziato a fare alcune valutazioni supportate dai nostri tecnici. Tra le ipotesi anche quella di reinventarsi qualcosa per Copit, affinché potesse comunque continuare a fare qualcosa con i soci e per il Comune di Pistoia. Purtroppo a fronte di criticità insuperabili, la scelta è ricaduta sulla liquidazione”.
Sul futuro di Copit non resta quindi che aspettare la liquidazione ed attendere, nelle prossime settimane, il l’indirizzo del Consiglio comunale, e la successiva scelta dell’assemblea dei soci.
Sul tema, nel corso del dibattito in Consiglio, è intervenuto anche il consigliere di Prima Pistoia (Italexit) Gabriele Gori che ha rimarcato come il trasporto pubblico sia stato svenduto ad una società multinazionale, interessata soltanto a massimizzare il proprio profitto a discapito delle fasce di popolazione più deboli, rivendicato la necessità di un piano B. ”Che fine farà il servizio di scuolabus? – ha accusato – Saranno tagliate le corse improduttive che raggiungono le zone marginali. Mi aspetto anche che le corse verso l’ospedale siano cancellate o, in alternativa, aumentino i costi a dismisura”.

” L’azienda Copit non l’abbiamo persa a causa delle scelte di questa Amministrazione – ha controbattuto semplici -, ma in esito al bando di gara della Regione Toscana e poi, in esito al contenzioso è stata data ragione a Autolinee Toscane. Io ero convinta che gli esiti dei contenziosi potessero essere ribaltati ma non è andata così ”.
”Vorrei chiarire – ha spiegato Semplici – che l’azienda Copit l’abbiamo già persa non a causa delle scelte di questa Amministrazione ma in esito ,.
Infine, per quanto riguarda Publiservizi l’assessore ha spiegato le motivazione del cambio di indirizzo verso la società, nonostante l’Amministrazione Tomasi sia da sempre detta favorevole al suo superamento. Condizione necessaria il secondo riequilibrio sul patto parasociale, in cui il Comune è socio indiretto di Alia. ”Il primo riequilibrio – ha spiegato Semplici – è stato confermato anche dall’amministratore delegato di Publiservizi, il dottor Filippo Sani. Il secondo riequilibrio, invece, si potrà prevedere entro i cinque anni dall’approvazione del primo bilancio di Alia, perciò entro il 2023. Sarà sicuramente uno step importante”.
Nel frattempo però Publiservizi ha preso parte alla valutazione – sempre su indirizzo dell’Amministrazione a quanto riporta Semplici – sulla possibilità di partecipare alla costituzione della Società Acqua Toscana. Perciò, rivalutandosi il ruolo della società di servizio pubblico nelle partecipazioni nell’ambito del servizio idirico, l’Amministrazione potrebbe quindi cambiare il proprio indirizzo.
Sul cambio di passo è intervenuto il capogruppo di Pistoia in Azione Iacopo Vespignani che ha voluto evidenziare l’ambiguità nella gestione delle partecipate. ” In tutta questa gestione – ha detto – ci trovo la cifra politica dell’Amministrazione, che prima fa i proclami e poi, si rende conto che le condizioni reali sono tali per cui i proclami stessi non possono essere realizzati. E’ chiarissimo il fatto che si è detto nero in campagna elettorale e si fa bianco. Si sono fatti annunci per poi doverli rimangiare perché non vi era contezza approfondita sui temi trattati”. Oltre a Publiservizi, secondo quanto riporta Vespignani, ci sarebbe anche il caso Farcom: ”prima si parlava di dismissione poi dopo l’intervento (pagato dai cittadini) di un advisor che valutasse la vendita di una parte delle quote, si è tornati a puntare su questa azienda partecipata” – ha criticato. ”Si era parlato del superamento della holding Publiservizi – ha chiosato – dopodiché si viene a sapere che si è cambiato idea, anche rispetto alla partita sulla Multiutility da cui il Comune è stato tenuto ai margini da Firenze, Prato e Empoli”.







