mercoledì, Settembre 9, 2026

Alla Croce Verde nasce lo sportello di Ascolto delle donne vittime di violenza

PISTOIA “La violenza contro le donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce confini né geografia, cultura o ricchezza. Fintanto che continuerà non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace.” Kofi Annan (ex Segretario Generale delle Nazioni Unite)

Il varo dello Sportello contro la violenza sulle donne alla Croce Verde di Pistoia

Parliamo di violenza di genere. Sembra incredibile ma nel 2021 questo argomento occupa ancora gran parte delle pagine di cronaca e i numeri sono altissimi, un dato su tutti: in questo anno le vittime di reati di genere ogni giorno in Italia sono state 89 (secondo le segnalazioni raccolte dalle divisioni anticrimine delle questure). Ma questo è un numero che deriva dalle denunce fatte, il fenomeno è ancora più ampio, perché denunciare è difficile.

E in questo ambito si inserisce il progetto di Anpas Toscana, identificato tramite un acronimo che significa “Volontarie ANpas ESperte in Sportelli Antiviolenza”. Un progetto che è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Caript e che prevede l’apertura di sportelli di ascolto presso le Pubbliche Assistenze passando attraverso un percorso formativo tenuto da psicologi, avvocati ed altri esperti del settore.

Un momento del “varo” del nuovo Sportello

“Noi volontarie che abbiamo scelto di aderire a questo progetto – scrivono in una nota le volontarie della Croce Verde pistoiese – siamo state formate innanzi tutto per accogliere la donna che si presenta al nostro sportello o che semplicemente chiama il numero che abbiamo messo a disposizione per questa attività. Accogliere secondo tante sfaccettature e quindi farla sentire prima di tutto al sicuro, farle capire che questo è un luogo dove lei può parlare, dove si può aprire senza timore con la massima garanzia di rispetto e riservatezza.

Accogliere significa anche aiutare la donna a riconoscere la violenza e ad ammetterla perché questo è il primo passo verso l’autoconsapevolezza. Spesso la donna si vergogna ad ammettere di essere vittima di violenza, si sente la responsabile dei maltrattamenti che subisce, siano essi fisici o psicologici. Questo è sicuramente il primo scoglio da superare per poter uscire dalla violenza e decidere di intraprendere un percorso di denuncia e di autotutela.

Il nostro compito di volontarie finisce con l’ingresso della donna nella rete istituzionale che nel nostro territorio è molto sviluppata”.

Parliamo di violenza di genere. Sembra incredibile ma nel 2021 questo argomento occupa ancora gran parte delle pagine di cronaca e i numeri sono altissimi, un dato su tutti: in questo anno le vittime di reati di genere ogni giorno in Italia sono state 89 (secondo le segnalazioni raccolte dalle divisioni anticrimine delle questure). Ma questo è un numero che deriva dalle denunce fatte, il fenomeno è ancora più ampio, perché denunciare è difficile.

Ancora uno scorcio della iniziativa alla Croce Verde

E proprio in questo ambito si inserisce il progetto di Anpas Toscana, identificato tramite un acronimo che significa “Volontarie ANpas ESperte in Sportelli Antiviolenza”. Un progetto che è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Caript e che prevede l’apertura di sportelli di ascolto presso le Pubbliche Assistenze passando attraverso un percorso formativo tenuto da psicologi, avvocati ed altri esperti del settore.

“Noi volontarie che abbiamo scelto di aderire a questo progetto – scrivono in una nota le volontarie della Croce Verde pistoiese – siamo state formate innanzi tutto per accogliere la donna che si presenta al nostro sportello o che semplicemente chiama il numero che abbiamo messo a disposizione per questa attività. Accogliere secondo tante sfaccettature e quindi farla sentire prima di tutto al sicuro, farle capire che questo è un luogo dove lei può parlare, dove si può aprire senza timore con la massima garanzia di rispetto e riservatezza.

Accogliere significa anche aiutare la donna a riconoscere la violenza e ad ammetterla perché questo è il primo passo verso l’autoconsapevolezza. Spesso la donna si vergogna ad ammettere di essere vittima di violenza, si sente la responsabile dei maltrattamenti che subisce, siano essi fisici o psicologici. Questo è sicuramente il primo scoglio da superare per poter uscire dalla violenza e decidere di intraprendere un percorso di denuncia e di autotutela.

Il nostro compito di volontarie finisce con l’ingresso della donna nella rete istituzionale che nel nostro territorio è molto sviluppata”.

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