PISTOIA – Alia non garantisce la raccolta differenziata nei giorni stabiliti e sono le frazioni di periferia e collinari a subire questo disservizio.

A dire il vero l’azienda il 29 dicembre scorso aveva avvisato: “a causa dell’aumento dei contagi degli operatori impegnati nel servizio di igiene urbana si stanno registrando rallentamenti nella raccolta porta a porta degli Imballaggi (in plastica, metalli, tetrapak e polistirolo) e della carta nel comune di Pistoia”, ma, aveva assicurato, “l’azienda è impegnata nel recupero del materiale con turni straordinari e prevede turni di recupero anche nelle giornate di sabato 1 e domenica 2 gennaio 2022”, poi la chiosa finale: “non si registrano rallentamenti o disagi nelle raccolte stradali delle altre frazioni, vetro, organico e residuo non differenziabile”.
La realtà è ben diversa da come la disegna Alia, che solo non raccoglie la differenziata nei giorni stabiliti nelle periferie e in collina l’ultima raccolta risale a prima di Natale e in altre zone gli operatori passano a settimane alterne raccogliendo un po’ a casaccio, tant’è che si sono creati cumuli di carta e cartone e di sacchi.
I cittadini non ne possono più, per giorni è difficile comunicare anche telefonicamente e le poche volte che qualche fortunato riesce a interloquire è costretto ad ascoltare la solita risposta: tutta colpa del Covid; più in generale c’è un rimpallo di responsabilità: il Comune accusa Alia, Alia scarica il disservizio sulle cooperative che gestiscono l’appalto e la vicenda torna all’inizio: tutta colpa del Covid.
Rimane il fatto che il Covid lo abbiamo in casa da due anni e Alia non si è ancora organizzata per affrontare una pandemia che è iniziata nel febbraio 2020.

La situazione colpisce soprattutto la popolazione che ha scelto di vivere nelle periferie, in collina e in montagna, dove le famiglie – per lo più composte da persone anziane – non solo sono tenute a tenere i rifiuti in casa per una settimana, ma poi costrette a percorrere a volte anche centinaia di metri per conferirli nell’area indicata (ma che porta a porta è?), dove rimangono in balìa degli animali per giorni e giorni.
Un disservizio pagato a caro prezzo visti i forti aumenti delle bollette e reso complicato da meccanismi di raccolta la cui efficacia è tutta la dimostrare: siamo passati dai cassonetti a disposizione delle famiglie in qualsiasi ora del giorno a una serie di bidoncini che i cittadini sono costretti a tenere in casa e che occupano l’intera cucina o il terrazzo.
Lo chiamano modello inglese, un modello che a Pistoia, fuori dal centro città non funziona perché Alia non si è organizzata per farlo funzionare. E l’Amministrazione comunale assiste in silenzio anche sulle tariffe. Nel 2018 la spesa nel comune di Pistoia per la gestione del servizio di gestione dei rifiuti fu di 14.956.689 di euro, l’anno successivo salì a 17.850.809 (+19,35%) senza alcun beneficio, nel 2020 fu di 19.298.296 (+8,10%) e nell’anno appena terminato ha toccato quota 23.847.051 (+23,57%). Un aumento totale pari al 51,02% senza miglioramento alcuno.







