PISTOIA – “Non si può dire che la scuola deve essere in presenza e poi bastano due positivi per mandare tutta la classe in dad e non differenziare tra chi è contagiato e chi non lo è. La didattica a distanza dovrà essere riservata ai positivi e ai non vaccinati. Anche per la scuola servono regole chiare, per consentire ai dirigenti scolastici di lavorare al meglio e alle famiglie di non sentirsi disorientate”.

Sono le parole usate dal presidente della Toscana Eugenio Giani alla Conferenza delle regioni che si è tenuta a Roma nell’intervallo delle votazioni per il Presidente della repubblica. Parole sacrosante se si considerano i disagi che stanno vivendo genitori, insegnanti e soprattutto gli studenti. In particolare nella scuola primaria dove anche a Pistoia intere classi sono in quarantena e in dad per la presenza di due bambini positivi.
Questo crea una grande confusione perché, in mancanza di norme chiare, intere classi sono in quarantena anche nei casi nei quali bambini malati di altre patologie non avevano frequentato la scuola e dunque non a contatto con i positivi ma, tuttavia, privati della didattica in presenza.
A questo si aggiunge il disagio dei tamponi necessari per il rientro. E qui nascono altri problemi e le proteste dei genitori. Si dà il caso che la normativa preveda l’arrivo dei qrcode contenenti i voucher per fare il tampone in farmacia con diritto di precedenza, cioè senza fare la coda, e gratuitamente. Il problema si sta rivelando sempre più presente ed economicamente pesante perché il mancato arrivo dei voucher costringe i genitori a provvedere in proprio: oltre a chiedere l’accesso privilegiato, che non sempre è concesso, deve essere pagato il tampone. Questo avviene già dal rientro dalle vacanze di Natale e tutt’ora è irrisolto.
La Asl, interpellata, dice che la piattaforma risponde in automatico e che i problemi risiedono nell’invio delle comunicazioni da parte delle scuole ma è una giustificazione che le stesse scuole rimandano al mittente perché, dicono, l’inserimento delle richieste è per tutti i plessi uguale e ad alcune famiglie il codice arriva.
Insomma una situazione kafkiana che non è più accettabile tanto che i genitori di alcune scuole elementari stanno pensando a forme di protesta per rimuovere questi ostacoli alla normale vita scolastica dei propri figli che poi coinvolge negativamente anche loro.







