mercoledì, Settembre 9, 2026

Publiacqua, sulla fattura spunta un servizio che non esiste

PISTOIA – Un’altra storia di burocrazia che complica la vita ai cittadini. La racconta Vito Papa, avvocato.

L’avvocato vive in via Carota e Molina e nei giorni scorsi ha ricevuto la bolletta di Publiacqua: 216,50 euro.

Nella fattura, tra le altre cose, c’è scritto che l’utenza è servita da impianto di depurazione attivo, mentre nelle fatture precedenti le dicitura era diversa: “utenza non servita da fognatura, utenza servita da impianto con scarico non gestito da Publiacqua”.

In sostanza, l’ultima fattura ritiene che l’abitazione scarichi nella rete della fognatura pubblica ma c’è un particolare: in quella strada non esiste la fognatura.

“A niente – spiega Papa – sono servite plurime telefonate ai vari numeri della società e ai vari operatori: la responsabilità non è di nessuno, semmai ci fosse, l’operatore ne è esente ed è addebitabile esclusivamente ad altri  di cui però ci si rifiuta di indicare le generalità e il modo per contattarle. Il responsabile del procedimento è un istituto assolutamente sconosciuto, nonostante che la normativa di riferimento non la preveda solo per la pubblica amministrazione, ma per tutti quei soggetti che svolgono un servizio pubblico, come appunto Publiacqua. L’operatrice 41135, l’unica con cui è stato possibile iniziare una civile conversazione, ma che non si è fatta identificare, perché,  a sua detta, non rientra fra le sue mansioni, di fronte alle mie rimostranze, mi ha invitato a dimostrare che non esiste la fognatura nei pressi della mia abitazione”.

L’avvocato ha pensato, quindi, di presentarsi di persona agli uffici di viale Matteotti per chiarire la situazione. Giunto sul posto, una guardia giurata ha socchiuso la porta e ha informato Papa che a causa del Covid non era possibile accedere agli uffici (anche se in possesso di Green pass rafforzato, appena usato poco prima per prendere un caffè), al tempo stesso l’addetto alla sorveglianza ha informato il cliente che avrebbe dovuto chiamare i numeri telefonici indicati su un biglietto che gli ha consegnato. Ma essendo gli stessi numeri a cui che l’avvocato si era rivolto senza alcun risultato la mattina, ha deciso di tornare alla carica suonando di nuovo il campanello.

Con maggior fortuna, dal momento che un impiegato gli ha passato da una finestra alcuni documenti, che avrebbe dovuto riempire e spedire alla società.

“Purtroppo  – spiega Papa – si trattava di un’autocertificazione con cui avrei dovuto dichiarare la mancanza di fognatura in zona e conseguentemente, il diritto all’esenzione. Avvilito da tale assurda situazione, non mi resta altro che: significare il mio rifiuto a pagare la fattura sopra indicata, fin tanto che non sarà sostituita da una corretta che tenga conto dell’esenzione; chiedere la generalità del responsabile del procedimento con cui si conclude la fattura, come previsto dalla legge; chiedere gli  eventuali provvedimenti assunti o da assumere per evitare il ripetersi di quanto denunciato, anche a livello personale e non solo a livello societario, rifiutata ogni irresponsabilità”.

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