di Francesco Belliti
PISTOIA – Dopo che la vicenda con protagonista Jazz Johnson ha portato al brusco addio ai primi di gennaio tra il giocatore e il Pistoia Basket, per molti era lecito aspettarsi un ridimensionamento delle aspettative nei confronti della squadra e del campionato che stava così egregiamente affrontando.
Difficile, se non impossibile, pensare di poter rinunciare al pezzo più pregiato del tuo roster e continuare ad inanellare successi su successi. Un colpo durissimo, sia dal punto di vista psicologico che tecnico, che avrebbe condizionato da subito il rendimento della squadra. Questo era il pensiero che serpeggiava nell’ambiente, prontamente smentito dai fatti: tre partite su tre portate a casa e primo posto in coabitazione con Udine e, potenzialmente, con Cantù. Praticamente quasi come se niente fosse accaduto, in quel di via Fermi. Ma cosa ha reso possibile questi risultati, assolutamente non scontati?

Il collettivo
Coach Brienza e i suoi giocatori sono ripartiti, anzitutto, dalle certezze. Tolto Johnson e inserito Gage Davis, un elemento tecnico è rimasto intatto: la solidità difensiva. Due avversarie su tre, infatti, non sono state in grado di superare la soglia dei 70 (Mantova e Trapani, entrambe giocando in casa). In tre gare la media di punti subiti è di 70.3: un miglioramento rispetto ai già ottimi 72.8 delle prime dodici.
Quello che probabilmente era meno pronosticabile era la produttività offensiva, assolutamente in linea con i numeri profusi nella prima metà di stagione. 82.3 punti di media nelle ultime tre sfide a fronte degli 80 nelle 12 partite con Johnson in campo. 46 punti contro Mantova e 50 sia contro la Bakery Piacenza che contro Trapani: questi, invece, gli score all’attivo limitati al primo tempo, ad indicare una squadra che è regolarmente scesa sul parquet senza alcun peso psicologico dall’aver perso quello che, fino alla pausa, era il suo miglior realizzatore.
Daniel Utomi
L’ala nigeriana ha dato un segnale importante diventando immediatamente il nuovo punto di riferimento offensivo dei biancorossi. Contro Mantova, ha dovuto far fronte anche all’assenza per infortunio di Wheatle, spostandosi nello spot di 4 e dovendo quindi fare anche lavoro extra e non abituale sotto le plance. Risultato: 12 punti e un ex NBA come Hollis Thompson praticamente annullato.
Nelle due sfide successive, col ritorno dell’inglese, Utomi si è potuto scatenare: 50 punti totali con il 55% di media dal campo. Praticamente una sentenza sia da dentro l’area sia dal perimetro, con triple di pregevole fattura e dal grande coefficiente di difficoltà arrivate in momenti cardine della gara. Un’esplosione puntuale, visto lo stato di urgente necessità, per un giocatore di cui si conoscevano già i tanti pregi e di cui si apprezzano oggi anche la personalità e la leadership.
Joonas Riismaa
Dopo la vittoria contro Piacenza, coach Brienza ha usato queste parole: “Finché Saccaggi e Riismaa giocano così, l’inserimento di Davis può procedere con tranquillità”. E se le qualità di Saccaggi non andavano certamente ribadite, non era altrettanto scontato un apporto così decisivo da parte del giovane estone. Stiamo pur sempre parlando, è bene ricordarlo, di un ragazzo che tra poco più di un mese compirà vent’anni, alla sua seconda stagione in A2 e da senior.
Difficile ricordarselo, visto che “Jonny”, come lo chiama il suo attuale coach, spesso sembra muoversi come un veterano. Stupefacente la sua capacità di prendersi spesso i tiri giusti, quasi sapesse quando è il momento di mettersi in proprio. Ad un bagaglio tecnico già acquisito che vantava un ottimo tiro dalla distanza, un efficace taglio in backdoor senza palla e una discreta freddezza dalla lunetta, Riismaa ha saputo aggiungere altri elementi del gioco capaci di renderlo ancora più pericoloso: conclusioni dal palleggio e penetrazioni palla in mano.
Il tutto con allegata anche una decisa crescita nella metà campo difensiva, dove deve solo migliorare nella gestione dei falli. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: tre partite nel quintetto iniziale, sempre in doppia cifra e con percentuali dal campo pressoché identiche a quelle di Utomi. Senza dimenticare, infine, che la vittoria contro Trapani è passata soprattutto dal suo rimbalzo in attacco sul libero fallito da Magro a pochi secondi dalla fine. Se a Pistoia non si è sentita la mancanza di Johnson e non si è guardato eccessivamente al rendimento del neo-arrivato Davis, gran parte del merito è suo.
La società, il diesse Sambugaro, Carrea prima e Brienza poi hanno creduto fortemente in lui: oggi l’investimento vede i suoi frutti, con Riismaa ormai consacratosi come uno dei migliori prospetti di tutta l’A2.





