“Le principali associazioni dei gestori delle RSA toscane e il loro coordinamento sono profondamente convinte della validità, anche nel sistema socio sanitario e delle residenze sanitarie assistenziali, della libera scelta e di un sistema realmente concorrenziale dotato, auspichiamo, di risorse più adeguate al fabbisogno reale per l’assistenza sociosanitaria in regime residenziale per anziani non autosufficienti gravi, non assistibili a domicilio, invertendo radicalmente la tendenza in atto di riduzione delle quote sanitarie erogate.

La concorrenza tra pubblico e privato e tra privati è garanzia di qualità per il cittadino e per la sua libera scelta, all’interno di una cornice unitaria di prestazioni e servizi assicurata dalle leggi e dai controlli degli enti pubblici/soggetti deputati e da una adeguata programmazione del fabbisogno da parte della Regione Toscana, che tenga conto delle risorse disponibili.
Ma la concorrenza deve essere “leale” senza aggiramento furbesco delle normative da un lato e senza consentire a qualcuno ciò che non è stato concesso ad altri, in base alle stesse leggi.
Ben vengano dunque nuove iniziative ma a condizione che si rispettino le dimensioni massime delle RSA previste dal Regolamento R.T 2/r 2018 e che le nuove realizzazioni siano preliminarmente subordinate alla valutazione di compatibilità con la programmazione a livello regionale del fabbisogno di Residenze Sanitarie assistenziali, programmazione da molti anni auspicata, richiamata in delibere della Giunta regionale, ma relegata di fatto ad un parere solo facoltativo a cui i Comuni sono tenuti, prima del rilascio di permesso a costruire/ristrutturare immobile a destinazione RSA.
Semplice a nostro avviso la soluzione per assicurare il rispetto della normativa regionale: se vi è volontà politica basta introdurre nel regolamento 2R /2018 della Regione Toscana un’aggiunta al testo di questo tipo: ‘In caso di RSA contigue di nuova realizzazione il numero massimo complessivo di posti letto tra le due strutture non potrà superare gli 80 posti letto’.
Anche per la programmazione a livello regionale, se vi è volontà di risolvere il problema, basta utilizzare quanto già si fa in materia di sanità o quanto fa la Regione Lazio (per citare una realtà confinante fisicamente e politicamente con la Toscana) che prevede che un Comune possa autorizzare la costruzione di una RSA solo dopo l’ottenimento del parere preliminare obbligatorio di conformità con la programmazione regionale e con il fabbisogno individuato nel territorio, in assenza del quale è impossibile procedere alla costruzione della struttura.
Comitato dei gestori delle Rsa private toscane










